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di' esiste tra le tracce paragonate insie-me <iei due metalli, quand’anche la dif-ferenza non fosse che di i 5 millesimi, od’ un terzo di carato. Il liquor acido,usato dall’assaggiatore, è composto di 3parti d’ acido-nitrico e i d’ acido mu-riutico.
Le minuterie del color loro proprio enaturale son fulve. Per renderle di unbel giallo, eh’ è il vero colore dell’ oro,gli orefici le immergono, ed anche lefanno bollire per alcuni istanti in un mi-scuglio a parti uguali di nitro, sai mari-no ed allume, disciolli nell'acqua. Sembrache per la piccolissima quantità d’acqua-regia che formasi per la scambievole rea-zione di questi sali, il rame venga toltoalla superficie e rimanga l’oro solo e pu-ro col suo naturale colore. Le minuterieche non hanno il color dell’oro debbonoavere un titolo supcriore a quello ri-chiesto per essere di bella apparenza. Alcontrario quelle fatte gialle si giudiche-rebbero troppo favorevolmente dal loroaspetto ; perchè 1’ oro alla superficie èpiù puro che internamente : in tal casoper far 1’ assaggio bisogna fonderne unapiccola quantità, e assaggiarne il botto-ne ottenuto. L’ assaggiatore usa la stes-sa precauzione pei lavori cavi e traforatiche offrono la difficoltà di riconoscere ipezzi aggiunti e saldati , o le materiestraniere introdotte nell’interno delle mi-nuterie : per ciò egli ne prende una asorte, la fonde e l’assaggia, conoscendoa tal modo se la materia tinnita abbia iltitolo presciitto.
L’ oro non è dotato delle proprietàdie lo caratterizzano, particolarmentedella sua duttilità e malleabilità se nonquando è perfettamente puro. L'argentosolo, quasi malleabile come 1’ oro, nonimpedirebbe di ridarlo in foglie sottilic ome quelle che ottengono i battiloro ;n>a la differenza in valore di questi due
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metalli, vuole che si separino l’uno dal-I’ altro esattamente, il (piale è l’oggettoche si propongono gli affinatoli. V. af-fidamento.
L’ oro puro è di un bel giallo ; nonha alcun odore nè sapore •, la sua dutti-lità è tale che si può ridurlo in foglie di0,00009 di spessezza: grammi o,oG5 ba-stano per cuoprire una superficie di me-tri 3,o68 quadrati, e 5i grammi d’orobastano a dorare un filo d’argento lungo200 miriamelri ( V. battiloro e tira-tore di oro ). Un filo d’ oro del diame-tro di due millimetri può sostener senzarompersi un peso di ehilogr. 68,216,tanto è grande la sua tenacità : la suadensità è 19,30 poco più; esso è unbuon conduttore del calorico o dell'elet-tricità. Una foglia d’ oro sottilissima, po-sta tra l’occhio e la luce, sembra d’unazzurro-verdastro. L’ oro è fusibile a52° del pirometro. Si facilita la sua fu-sione mettendoci un poco di nitro e diborace.
Sottomesso, ridotto in fili od in lami-na sottile, all’azione d’una forte scaricaelettrica, riducesi in una polvere porpo-rina riguardata da Van Martin come unossido d’ oro ; e secondo altri chimicinon è che un oro estremamente diviso.Se, fuso e raffreddatosi alla superficie,si versa la porzione rimasta liquida alcentro, come sperimentò Mongcz, lo siottiene cristalli zzato in piramidi quadran-golari o porzioni di ottaedro.
Più che 1’ oro è puro, meno è resi-stente; si piega con facilità quando èsottile: lo si allega al rame per aumentarela sua durezza ; la moneta d’ oro inFrancia contiene-T q- di rame. L’orodelle minuterie ne contiene anche più: lalegge ammette tre sorta di leghe d’ oroo titoli. 11 primo di 920 d’ oro e 80 dirame; il secondo di 8^o d’oro e 160di rame; il terzo di 760 d’oro t a5o