Band 
Tomo IX.
Seite
271
JPEG-Download
 

OsSAlO

Dei pettini.

Quest' arte verrà descritta all’ articolo

PETT1GN AIUOLO.

Le tabacchiere di cartone, del pariche gli altri lavori di tal fatta, come co-fani, stiletti, scatole, ec., non si fannopiù, come altre volte, con una pasta dicartone o di carta macerala, ina con fo-gli di carta molto fina che s’incollanogli uni sugli altri in una forma di legnocon colla di farina ben cotta preparatain un' acqua in cui si è sciolta piccoladose di colla di Fiandra. Questa collanon dev’ essere troppo densa nè troppoliquida ; ed usasi alquanto calda. Le for-me di legno in cui sono preparali que• ti oggetti seccansi in istufa. Quando ilavori sono ben secchi si raschiano, tornisconsi, aggiustasi sul tornio il coper-chio col fondo e verniciansi. Questa nuo-va maniera venne immaginata nel 17405da Martin il maggiore, ed è quella se-guita anche oggidì.

La colla di Martin è migliore di quel-la che abbiamo indicata ; eccone la ricet-ta. Si fa una soluzione di gomma aratu-ra e di colla forte, nè troppo densa nètroppo leggera ; le proporzioni conve-nienti imparansi coll esperienza. La gom-ma sciogliesi a freddo, mentre la collaforte inzuppasi essa pure a freddo. Si fafondere a caldo la colla forte, meschian-•i le soluzioni nella quantità convenien-te, aggiungendo dell’ acqua se occorra ;adoprasi il miscuglio caldo.

Non daremo qui la composizione del-la vernice ; la si troverà alla parola vek-atce di Martin.

Dopo aver dato tre strati di vernice,P er lo più colorata di nero o di bruno,e quando questi sono ben secchi, si po-•nicano per renderli ben lisci ; vi si di-I"gne qualche figura sul coperchio o an-

OsSAlO 271

che vi si incolla una qualche stampa, evi si danno sopra uno o due strati, divernice bianca di copale.

Tabacchiere a coperchio variante.

Questa invenzione che non è nuova,il cui metodo trovasi indicato in alcuneopere antiche, merita esser qui ricor-data e perchè presenta un effetto singo-lare, e perchè se ne veggono anche incommercio fabbricate di recente.

Queste tabacchiere non differisconomenomamente dalle altre, eccetto che pelmedaglione ond’ è ornalo il loro coper-chio. Questo nel suo stato naturale sem-bra una piastra d’ agata. Se pero lo sitiene a lungo in mano, oppure ponesidinanzi al fuoco o al calore d’ una can-dela, l'agata sparisce, e lascia scorgere insua vece un ritratto o altro disegno. Ec-co il mudo di eseguire questo piccoloprestigio.

Il medaglione contiene due vetri di-stanti circa due millimetri, ritenuti en-trambi da un piccolo anello abbastanzalargo perchè sia ben incastonato, e for-mi una scanalatura o serbatoio. Al dis-sotto del vetro superiore sono dipinti adolio alcuni leggeri segni, simili a quellevenature che si veggono sulle agate qua-si bianche. Il vetro inferiore cuopre unpaesaggio o un ritratto i cui orli sonoesattamente incollati acciò nulla possapassare fra il ritratto e il vetro. Fra que-sti due vetri introducesi per una aper-tura lasciala nell’ anello una cera com-posta di mezz’ oncia di cera bianca, chesi fa fondere a fuoco lento, con sei oncedi strutto o grascia di maiale ; per ren-dere la composizione più sensibile al ca-lore vi si aggiunge un’ oncia d' olio benbianco, chiaro e nitido.

Introducesi questa composizione li-quida, e otturasi diligentemeule con ma-