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Tomo IX.
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Palloni

lasciasi seccare per alcune ore, non te-nendo umilio che l’orlo inferiore chesopravanza , il quale ripiegasi sul na-stro, e deve servire ad unire l’altra metàdel pallone. Ugoendo di grascia la cartadi buccio, come si era fatto della forma,per impedire che v’ abbia aderenza, sieseguisce la seconda metà del pallonenello stesso modo della prima, risalendoverso la sommità, ove, ponendo un pic-colo cilindro d’ un pollice di diametro,formasi la imboccatura del pallone cherinforzasi con tre o quattro grossezze dicarta di buccio.

Alcune ore bastano ad asciugarlo, emediante la grascia posta così sulla for-ma come fra i due emisferi, lo si leva fa-cilmente del pari che il nastro con cui siera legato. Allora, soffiando nella imboc-catura con un monticelo si gonfia,e sten-desi con una spugna uno strato leggeris-simo di vernice grassa su tutta la super-ficie esterna. Ciò fatto, vuotasi, poi si ro-vescia, per dargli la stessa preparazionesull’ altra superficie, dopo averlo enfiatodi nuovo. Se il.pallone venne fatto condiligenza, questi due strati bastano perrenderlo abbastanza impermeabile al gas.

Un pallone compiuto dal diametro di

piedi non deve pesare che 2 once eAllora la forza con cui tende a salire(piando si empie con gas idrogeno pu-rissimo è di circa Gay once.

(F.E.M.)

Palloni di cristallo o di vetro. Reci-pienti che si adoperano nei laboratori! dichimica per alcuni esperimenti ( V. ve-laio ). (F.E.M.)

Pali .uni da g-irrocare.L’invoglio ester-no di questi palloni enfiati d alia è dipelle di castrato, preparala e tagliata infusi o in pezzi di tal forma, che cuciti in-sieme gli uni dietro gli altri,formino unasferoide : ma siccome queste pelli cucite'H tal guisa non sono impermeabili all’a-

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ria, cosi s'introduce nel pallone per Uriforo fattovi a tale scopo, una vescica diinaiale vuota e apparecchiata, di maggiorvolume del pallone stesso, che posciariempiesi d’aria compressa, per lo pitisoffiandosi entro con un cannello di cor-no o d’ avorio. Enfiato il pallone, le-gasi il collo della vescica, cacciata al didentro, e quindi, dopo aver posto fraesso e l’invoglio di pelle in faccia dell’a-pertura lasciata in quest’ ultimo un pez-zo di cuoio; ehiudesi questa apertura,le-gandola con un cordone, a guisa d’ unaborsa. Allora, l’aria compressa che con-tiene la vescica, facendo forza per ogniverso, fa prendere al pallone la formadatasi al suo invoglio. E' noto che que-sto pallone , che rimbalza viemmeglioquanto più è duro, slanciasi col piede ocol pugno. (F'.E.M.)

Palloni da giuoco d'altra specie.

Oltre ai palloni che abbiamo descritti,’ce ne ha di Un’altra sorta, la cui origineè antichissima. Il giuoco del pallone pareabbia avuto principio fra gli antichi Gre-ci; i quali dedicavansi ad ogni sorta digiuochi ginnastici. Di là 1’ uso ne vennein Italia e fu adottato dagli antichi roma-ni, ohe gl’ introdussero in Ispagna; e neidipartimenti meridionali della Francia ,si stabilirono in quasi tutte le città ri-cinti murati solo chiusi cori palizzate,-per giocare al pallone,e riparare gli spet-tatori,che sono sempre numerosissimi,daiòolpi che potrebbero ricevere, rimanen-done gravemente feriti.

I palloni hanno circa un decimetro dfdiametro, e sono fatti come quelli che ab-biamo descritti: i, d’ una vescica; 2 , diun invoglio di buona pelle camosciata ;3, (l’un altro invoglio di cuoio; 4, d’unàanimella accuratamente costruita, atta tfritenere 1’ aria multo compressa.