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Tomo XI.
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pesi. Vennero posle in alti vi tà dieciottodi lati barclie; ma convenne abbando-narle, poiché le enormi spese cagionatedalla loro manovra superavan di moltoi prodotti.

Bourdon sperimentò un nuovo siste-ma d’acquamolore, che dietro quantone dicono uomini versati in tal genered’industria, sembra dare utili risulta-menti.Si sta formando una società in ac-comandita pel trasporto di merci sul Ro-dano , con questo nuovo metodo. Eccoin che consista ( V. fig. G ).

Nel letto del fiume formasi una goraartificiale, mediante due lunghe barche,le quali unite pressoché parallele, lascia-no fra loro un canale in cui vi è unaruota a pale che dà molo al meccanismo.Le pareli di questo canale sono guerni-te di cateratte, che si abbassano o s'in-nalzano, secondo che occorre, e che pos-sono chiudere sei piedi d’ acqua.

Bourdon, ad oggetto di poter accre-scere la forza della sua gora, attacca conrobuste cerniere alla prova d 1 ogni bar-ca, vale a dire dal Iato ove l’acqua scen-de e all’ ingresso del canale , due altrebarche molto lunghe strette e leggere, lecui estremità, opposte a quelle ove sonle cerniere, possono allontanarsi o riav-vicinarsi col mezzo d’una catena e d’unVerricello. Queste barche mobili diconsigalleggianti ; formano una specie il’ im-buto sull’innanzi del canale. Ai loro fian-chi interni sono pure adattati degli spor-telli mobili, che possono immergersi per4 piedi sotto li galleggianti che già sononell’ acqua per due piedi. Servono a ri-tenere una parte dell’ acqua che presen-tasi all'apertura dell’ imbuto, e dirigerneuna maggior copia sulle pale. Questa go-ra artiliziale, essendo fissata alla riva , oin mezzo al fiume, con railìi, àncore, or-meggi, la forza della corrente fa girare laruota a pale ed il suo verricello , che

Rimorchio

ravvolge la corda e lira le barche ca-riche.

Si propone fare il trasporto con variiacquamotori disposti a scala non solofino a Givors, ma fino ad Arles , con cavidi ferro della lunghezza della distanza dapercorrersi. Attualmente, questa naviga-zione si fa da quaranta convogli compostidi duecento barche, in cui si impieganomille uomini e duemila cavalli. Si fanmontare annualmente dai porti del mezzo-giorno a Lione mille seicento a milleottocento barche, ognuna della tenuta di800 a i 5 oo tonellate di 1000 chilogram-mi. Da Givors , si trasportano pure inquella città circa 800 barche cariche di600 quintali. Per far risalire le barcheda Marsiglia a Lione occorrono dai qua-ranta ai sessanta giorni. La velocità mediadel Rodano è di 2 metri al secondo ; inalcuni punti giunge talora fino ai tre oquattro metri. Dal mare fino ad Arles eBeaucaire , si risale a vela, essendovi po-chissima corrente. Da quest’ ultima cittàa Lione vi sono 260 chilometri di stradad’un fiume rapidissimo, che talora si ri-stringe, talora si allarga, sparso di rocce edove il vento del no i te domina con violenza,producendo improvvisi straripamenti .Il carico che si dà ad ogni cavallo è diotto tonnellate metriche con una velocitàdi 1 a 1 -b chilometri all’ ora. Ogni con-voglio non fa che 1 o chilometri al giorno,dovendosi sovente trasportare dall’ unaall’ altra sponda i cavalli che tirano. Ungrande convoglio fa il viaggio da Beau-caire a Lione in trenta a trentacinquegiorni ; nè può quindi fare che otto anove gite all’ anno. Vi sono convogli diquaranta, cinquanta, ed anco sessanta ca-valli. (V. l’opera già citata di Tourassee Mellet).

Bourdon proponesi di risalire questofiume facendo mezza lega all’ora, e rimur-chiando due otre barche cariche cadauna