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Tomo XI.
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Ripetizione

suoneranno tante ore quante saranno lecavicchie passate, e il numero di questesarà regolato dal moto della leva C.

Per ciò che riguarda i quarti, il lu-machino le essendosi girato, ed avendoabbandonata la cavicchia che ritiene G,il pezzo FG dei quarti girò per effettodella molla, fino a che il tallone siasi pog-giato sulla lumaca dei quarti. 11 lumachi-no le, retrocedendo, riconduce la cavic-chia e il pezzo dei quarti ; i tre denti ob-bliqui fatti alle cime F e G agiscono su-gli alzatoi q e b, i cui assi tengono i mar-telli, e sentonsi battere tanti doppii colpiquanti sono passali di tali denti : il loronumero è o, i, 2, 3 secondo la corsafatta dal pezzo dei quarti, dopo essersipoggiato contro la lumaca per ritornarea suo luogo.

Non parleremo della sorpresa , nè deltulto-o-nulla , ohe fa agire il pezzo m, es-sendo questi simili affatto a quelli da noidescritti. TI meccanismo della Cg. 1 1può vedersi solo quando si levino gl’ in-dici, e la mostra d’un oriuolo a ripeti-zione ; premendo allora il pulsante, siconcepisce più facilmente il giuoco di que-sto meccanismo, che noi si possa spiega-re con la descrizione più minuziosa.

Questi pezzi dispongonsi talora in gui-sa alquanto diversa. Negli orinoli di prez-zo, a cagione d’ esempio, invece della ca-tena ss, ponesi un ingranaggio. La cate-na, essendo soggetta ad allungarsi col tem-po, accade che l 1 oriuolo suona più colpidel dovere, o che il tulto-o-nulla non a-gisce. L’ingranaggio non ha simile in-conveniente. Non potremmo, senza man-care alla dovuta brevità, entrare in luttii particolari che il soggetto porterebbe.

Una volta la cassa degli oriuoli di ri-petizione conteneva una campana a fog-gia di berrettino, su cui battevano i mar-telli, ma, siccome essa rendeva 1’ oriuolotroppo grosso, la si omise. Giuliano Le-

R1PETIZIONE a 1

roi fece battere i martelli sulla cassa. Poisi sostituirono alle campane lamine d'ac-ciaio sonore, che si dispongono curvatecircolarmente sul contorno della cassa, ei martelli battono vicino al punto ove so-no attaccate alla cassa. Il loro suono èchiaro ed abbastanza distinto. Non siadoperano più campane negli oriuoli dasaccoccia che quando sono a sveglia (Y.questa parola ).

La sordina è un piccolo paletto cheponesi sotto il martello, e ne riceve i col-pi ; chiudendolo non si sentono più lecampane, e solo, approssimando Toriuoloall’ orecchio, si possono contare le ore.

Yi è pure un paletto che gira sull’or-lo della cassa vicino al bottone ; e que-sto entra in un’ intaccatura del pulsantee lo rende immobile. Questo pezzo ser-ve ad impedire che la ripetizione agi-sca quando premesi involontariamente ilbottone.

Yi sono pure ripetizioni che, oltre alleore ed i quarti, suonano anche i minutitrascorsi daH’ult1mo quarto. Il meccanis-mo è analogo a quello da noi descritto;ma conviene aggiugnervi un rastrello di14 denti, ed una lumaca di altrettante in-taccature, per far suonare i colpi deiminuti.

Brequet inventò delle ripetizioni a tallo.Questa macchina, al pari di tutti i con-cepimenti di quel celebre artefice, è in-gegnosissima. Il fondo della cassa è mo-bile nel suo centro; lo si fa girare finoche si trovi un fermo ; allora esaminasicol tatto la posizione in cui è un indica-tore relativamente ad alcune perle ond'èguernito il contorno della cassa e che so-no poste dinanzi i numeri delle ore dellamostra. Questo indicatore, fissandosi sem-pre nella stessa direzione dell’indice delleore, dal luogo che occupa valutasi age-volmente il luogo ove questo si trova e1’ ora ed i quarti che indica.