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Tomo XI.
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aa4 Sarto

il pesce è preparato a dovere chiude-si il foro con un turacciolo e si pongo--no i barili in commercio.

I grandi barili pesano dalle a4 alle a 5libbre, e contengono 5 a 6oo pesciolini ;i piccoli pesano la metà dei grandi, econtengono pesce in proporzione. (L.)

* SARGA, SARGIA. Specie di pan-no di vari colori che era in uso per cor-tinaggi e simili.

* SARGIAIO, dicevasi colui che di-pingeva le sargie da letto.

SARTE, SARTIE. Cordami stabiliche sostengono gli alberi de’ vascelli. Lesarte prendono il nome degli alberi cuiappartengono. Oiconsi le sarte di bom-presso, degli alberi grandi o piccoli.Quan-to più lontano dal piè dell’albero è la ci-ma delle sarte, tanto più solidamente que-sti sono tenuti (V. itavi, vascelli).

Sarte. Diconsi anche i doppii corda-mi, coi quali si tien diritta una cavria.Passasi alla cima di questa mentre è an-cora stesa a terra, un nodo alla barca-mola, lasciando i due capi delle corde diugual lunghezza : quando la cavria è di-rizzata nella posizione che stimasi con-veniente per la manovra si ormeggianole sarte a'pali piantati dapprima alla mag-giore distanza che permettono il locale ela lunghezza dei cordami. (E.M.)

‘SARTIAME. Nome generico di tuttele funi che si adoperano nelle navi.

* SARTIE. V. SARTE.

SARTO, SARTORE. Operaio chetaglia, cuce e lavora i vestiti ad uso degliuomini. Pochi utensili gli abbisognano :forbici per tagliare i drappi, aghi, ditali,filo, seta, gli bastano per unire i drappitagliati dietro le proporzioni dei vestiliche deve fare. Grossi ferri da spianare eribadire le costure.

La moda tanto incostante servendodi base alla forma che i sarti danno ai ve-stiti, sarebbe inutile descrivere le loro

Sarto

operazioni non fondate sti veruna regola■fissa. Quest’arte però progredì quanto lealtre, e forse più di molte altre. Se nepotrà giudicare da quanto diremo.

Fino a circa vent'anni fa prendevansile misure con istrisce di carta doppia, cheogni operaio segnava alla sua foggia conintagli fattivi colle forbici ; e per cono-scere la misura vi scriveva il nome dellapersona sulla misura, si che la sua bot-tega era ingombra d’ una farraggine diqueste misure, fra le quali durava faticaa ritrovarne una tale occorrendo.

Nessuno erasi puranco imaginato disostituire a tutte queste misure una soladivisa in cinque parti uguali. Alcuni sartiingegnosi adottarono questa misura divi-sa in pollici o in centimetri. Questa ideavenne adottata generalmente, e si stabi-lirono le divisioni sopra una mezzanastatura ; e quando questo modello fu be-ne fissato si comprese che sarebbe facileaccrescere o diminuire le dimensioni.

Si fecero tavole di riduzione, si iraa-ginarono compassi o stampi—meccaniciatti a tagliare i vestiti d’ogni grandezza;il longimetro per prendere le misure ; ilcostamometro graduato per varie sfata-re ; ambi questi strumenti si trovano de-scritti nella raccolta dei privilegii spirali.Lungi però dall’ ottenere lo scopo che sierano proposti, non valsero che a farispendere molto denaro agli' operai, sen-za indicar loro i veri mezzi per giungeread un effetto soddisfacente.

Nel 1804, Stone ed Henderson a Pa-rigi , presero un privilegio di 1 5 anni,per un nuovo principio di meccanica, de-stinato a far le veci della mano dell’uo-mo, riunendo i lati dei segmenti di qual-siasi materia flessibile, particolarmenteapplicabile alla facitura dei vestiti dellearmate. La descrizione di questo singo-lare meccanismo vedesi con figure nelT. Vili, pag. 66, dei privilegii spirati.