2 5 o Scappamento
rettamente con uno dei denti della ruotadi fermo. Nella figura B ha sei volte piùdenti di A il rocchetto avendo 6 ale ;quindi un giro del volante fa avanzarela ruota d’armatura A d’un solo dente ;ma il piano m della molla D prima diquesta rotazione del volante trovavasidinanzi ad uno dei denti della ruota A,quindi il moto di questa ruota rispinsela molla curva D alla situazione in cuiera dapprima vale a dire che il dente etornò ad impegnarsi nell’ uncino dellamolla D, che è di bel nuovo caricala.Dall’altro lato il volante Eg-, dopo l’inte-ro suo giro, trovò il dente di fermo balla posizione di prima ove è fortementefermato. Quindi l’azione ricomincia allastessa guisa, e continua con uguale duratafino a che il motore da una parte e laspirale dall’altra conservano la loro azio-ne. L’impulso che riceve ad ogni trattoil tempo è costante, la molla D avendosempre lo stesso grado di tensione, ed èda tale proprietà che lo scappamento ri-ceve il nome.
Perchè il meccanismo duri a lungo sifanno di rubino i denti di fermo b ed e,come pure il fondo dell’uncino che è sullamolla D, e i piani k e m che sono le par-ti che più lavorano. In a e in cf si pongo-no dei fermi stabili, che hanno per iscopod’ impedire il moto retrogrado delle mol-le Il e D.
VII. Scappamento ài Duplcix.
Il pezzo A ( fig. i5 ) circolare e conuna intaccatura è fissato sul tempo e giracon esso; la ruota di scappamento O tienedelle cavicchie B piantate perpendicolarial suo piano ; la lingua D fissata all’astadel tempo riceve l’urto quando la ruotaC, girando, viene a poggiare ciascuna ca-viglia l’una dopo l’altra sul suo orlo e co-munica quest’ impulso al tempo che è
ScAFrAMENTO
spinto all’ innauzi. Quindi questa linguas’innalzà e lascia uscire la punta del den-te C dalla intaccatura in cui si trova.Nell’intervallo che impiega il tempo a per-correre un arco di 5o a 6o gradi nelladirezione indicata dalla freccia a, la ca-vicchia B caccia la lingua D, e poi cessad’ incontrarla quando la sua punta è ab-bastanza distante. In tale stato se nullaritenesse la ruota O, questa girerebbe ra-pidamente nella direzione b per effettodel motore ; ma ciò non accade, poichéil dente che segue E della ruota di scap-pamento trovandosi allora appoggiatosulla parte circolare ed esterna I del pez-zo A, vi resta in quieto fino a che il tem-po compie la sua vibrazione, poi retro-cede in direzione opposta a quella dellafreccia a ; alla fine di questa corsa l’in-taccatura si presenta e lascia entrar que-sto dente in modo da ricondurre le co-se allo stato di prima rappresentato dallafigura.
Questo scappamento si adopera <3ifrequente negli oriuoli inglesi, e non ènè costoso nè difficile ad eseguirsi, e la-vora molto bene. In Francia usasi di ra-do nè trovasi descritto in veruna ope-ra. A noi pare se non preferibile alloscappamento a cilindro, almeno certa-mente meritevole di venir adottato neicomuni oriuoli, e perciò lo raccomandia-mo agli oriolai. I suoi principali difettisono di presentare i denti di fermo E, inalcune posizioni, in modo da fare unaspecie di puntellamento molto obbliqua-mente all’ asta del tempo, e talvolta ilifermarsi pei movimenti rapidi, toccan-dolo, ed anche nel caricare 1’ oriuolo. Hpezzo A deve farsi di rubino.
Non faremo qui parola di vari altriscappamenti più o meno stimati, comequelli a due tempi dentati o semplici ,quello a giravolta di Iluyghens, ec. poi-ché in oggi sono poco in uso. Quest ar-