Scarlattogettano all'asciutto. Quando si scaricapei mercanti, lavatisi i legnami con unascopa, per dar loro più bella apparenza,e farli sembrare più nuovi. I manifattoririsparmiano tale operazione che riescecostosa.
Ogni sorta di mercanzie esige una di-versa maniera di essere scaricata ; masiccome questi usi ed i prezzi varianosecondo i luoghi, così non entreremo inmaggiori particolari.
Certe barche non fanno che un viag-gio e si disfanno quando giungono allaloro meta. Gli operai che le fanno inpezzi chiamansi disfacitori di barche(V. questa parola). (P.)
SCARICO . Quelle materie che siportan fuori nel fare uno scavo.
(Fr.)
SCARLATTO. Lo scarlatto è un co-lore dei più belli e dei più risplendenti.Non si ottenne fino al presente che ado-perando la cocciniglia, per cui è uno deicolori più dispendiosi. Alcuni autori at-tribuiscono la scoperta dello scarlatto adun Olandese, altri ad un Tedesco, domi-ciliato in Inghilterra ; certo è che lo scar-latto si tinse per lungo tempo ed esclusi-vamente in Olanda , e conoscevasi daprincipio col nome di scarlatto di Olanda .Il metodo di questa tintura venne intro-dotto in Francia sotto il ministero diColbert . Riuscì a meraviglia, e da quelmomento lo scarlatto dei Gobelini vennein somma riputazione. In appresso si co-nobbe che questa tintura potevasi far dachiunque, quando però si fossero avutele particolari diligenze, eh’essa richiede.Infatti anche attualmente pochi tintorisono veramente abilissimi in tale opera-zione, e pare che quanto venne pubbli-cato a tal proposito nei diversi trattatisull arte tintoria, sia insufficiente, perchèi più abili tintori fanno tuttavia un se-creto di quest’arte. Noi non vogliamo ln-
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singarsi di essere più fortunati ; ma pro-fittando dello stato attuale della scienza,procureremo almeno di guidare chi vo-lesse occuparsi di questa tintura per benriuscirvi.
Tutti quelli che scrissero sulla tinturain scarlatto, convengono eh’ è impossi-bile stabilire invariabilmente le propor-zioni delle diverse sostanze che entra-no nella composizione di questo colo-re, tanto più che si tinge in differentigradazioni di scarlatto. Gli uni lo prefe-riscono con una gradazione giallastra, al-tri vogliono che domini il rosso, ec. Daciò vedesi che per soddisfare a tutti i gu-sti, è necessario che un metodo genera-le, quando fosse stabilito, si modifichi di-versamente. Perciò appunto, le dosi cheverremo ad indicare, si modificherannoall’uopo. In generale, adoprasi per ognilibbra di panno o di lana, un’ oncia dicocciniglia, due once di cremor di tarta-ro, e una dramma di*soluzione di stagno.Rimane sapere presentemente come sidebba procedere ; ma prima di tutto, fa-remo parola della scelta delle materie pri-me, e - delle precauzioni che debbonsiusare.
Sappiamo che qualunque tinta dili-cata richiede prima di tutto una grandenettezza e bianchezza della stoffa; quindilo scarlatto dev’essere, tra tutti i colori,quello che richiede le maggiori diligenzesu tal proposito.
. L’acqua che adoprasi in questa tintu-ra dev’essere limpida e spoglia di salistranieri, che più o meno altererebberola tinta. Alcuni sali terrosi o metallici ver-rebbero precipitali unitamente al princi-pio colorante della cocciniglia. Conviendunque scegliere la miglior acqua che sipossa avere, o depurarla perfettamente.I metodi usati dai tintori, per avere un’a-cqua pura, non sono certo i migliori ;essi fanno bollir l’acqua e vi aggiungono