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Tomo XI.
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a8a Scui/Apfa.

I fusti di questo convolvolo sono er-ibacei, sermentosi e striati, divisi in ramilunghi e flessibili, che si attortigliano co-me la più parte dei convolvuii, intornoai corpi che incontrano, o s’innalzanofino all’altezza di 6 a 7 metri. Questi fu-sti sono guerniti di foglie alterne di dif-ferenti forme, d’ ordinario cordate, leg-germente ondulate agli orli, e sostenuteda lunghi pezioli ; il tubo della corol-la è cilindrico, violaceo internamente, epallido all’ esterno. Quando la radice èfresca, essa è tuberosa, fusiforme o ri-tondata, carnosa, bianca, pregna d’ un!suco latteo e dolce, grossissima, sparsaesternamente di alcune depressioni pocoprofonde, internamente divisa in più al-tre radici ineguali e perpendicolari.

La forma della scialappa secca è varia-bilissima. Quando la radice è poco volu-minosa la si lascia intera ! quando ecce-de una certa grandezza, tagliasi in pezzirotondi, ovoidi o in forma di peri, tal-volta anche in fette rotonde od in quarti,per ottenerne una più pronta e facile di-scccazione.

II colore della scialappa secca è bruno-grigiastro esternamente, di tinta assai me-no carica e quasi biauca all’ interno. Lasuperficie offre una rugosità più o me-no grandi ; talvolta disposta si regolar-mente da offrire un aspetto di zigrinoquando i pezzi sono minuti.

La scialappa viene talvolta dagli in-setti corrosa ; ma essi non intaccano laresina eh’ è la parte attiva. Talvolta lamancanza d’ una perfetta diseccazione ladeteriora a segno che trovasi il centrodella radice convertito in una sostanzanera simile al terriccio, che tuttavia con-tiene però molta resina.

11 sapore della scialappa secca è estre-mamente acre e persistente ; lo si attri-buisce alla resina contenutavi, alla qualepuranche si attribuiscono tutte le pro-

Scialapva

iprietà mediche di questa radice. Soventei medici prescrivono la resina a preferen-za della stessa scialappa, perchè è più fa-cile a prendersi, bastando una piccolaquantità a produrre gli effetti voluti.Peiottenere questa resina, si fa macerare nel-1’ alcoole a 36°, a più riprese, la scialap-pa polverizzata ; si feltrano le diverse tin-ture, si riuniscono in un apparato distil-latorio, so ne estrae circa i tre quartidell’alcoole adoperato, poi trattasi il re-siduo coll’acqua per separarne tutta la re-sina, la quale si lava con nuova acqua,jfino alla totale depurazione. Trovasi que-sta resina preparata nel commercio delledroghe ; ma quasi sempre essa ò falsifi-cata, in diverse maniere.

Pianelle, cui dobbiamo molte interes-santi osservazioni sulla resina di scialap-pa, ha ripetuto le esperienze di Martius,per ottenere questa resina perfettamentebianca ; scolorando la tintura dalla ma-teria colorante, la resina conservava laprimitiva energia. Da ciò sembrerebbeche la virtù lassativa fosse inerente allaresina, non già dipendente da un princi-pio particolare, come altri pensavano.

Siamo debitori allo stesso autore di uametodo per riconoscere la falsificazione (liquesta resina, quando siasi peraltro ado-perata la resina di guaiaco, che non ècerto delle meno costose in Italia . Que-sto metodo consiste nel bagnare un pan-nolino nella tintura alcoolica della resinasuppostasi sofisticata, e sospenderlo ioun fiasco contenente del gas nitroso ; ve-desi tosto il pannolino acquistare una tin-ta azzurra tanto più carica a proporzio-ne che vi si trova una maggior quantitàdi resina di guaiaco.

Distinguonsi, in commercio, tre sortadi scialuppa, e sono : la sana, la tarlatoe la leggera.

La scialappa sana è secca, compatta epesante ; la sua spezzatura è netta e per