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descriveremo, perchè si segne quandotrattasi di prepararne piccole quantità, onon si abbiano gli utensili indispensabiliper operare più economicamente.
Prendonsi venti parti di zucchero inpane, dieci parti di acqua ed alcunibianchi di oro; mettesi lo zucchero inun bacino di rame; si aggiungono apoco a poco tre quarte parti di acqua,versandola sopra lo zucchero, cosi ridu-cendolo in un magma granelloso; si por-ti) il bacino sopra un fornello, e con unfuoco vivo si fonde ; bottonai intanto leuva coi loro gusci infranti nel rimanentedell'acqua ; quando il siruppo bolle e co-mincia a sollevarsi, vi si versa un poco diacqua albuminosa; allora il liquore siabbassa per poi risalire ; vi si versa al-lora una nuova quantità della stessa a-cqua, e si arresta il fuoco chiudendo la por-ticella del cinerario. Il siroppo rendesilimpido, e la schiuma acquista una mag-gior consistenza; la si toglie con unoschiumatolo; apresi il cenerario per riac-cendere il fuoco; si mantiene lo siroppoin continua ebollizione, e vi si versa, indue o tre volte il rimanente dell’ acquaalbuminosa, separandone sempre la schiu-ma ; finalmente vi si versa un poco diacqua fredda e si esamina lo siroppo ;quando trovasi trasparente a segno divedere il fondo del bacino, e segni altempo stesso 3i° di Baurnè, ancora bol-lente, sf passa per istamigna, e raffreddatosi conserva. Puossi ottenere questo gra-do di densità io una mezz’ora, servendo-si delle quantità di acqua e di zuccheroValicate.
Non usasi più generalmente Io zuc-chero bianco nella preparazione degli si-roppi, se non per quelli nei quali i suc-chi, le infusioni e decozioni, si adopera-no in vece di acqua, perchè questi liqui-di depurandoli penderebbero le qualitàprincipali.
SciLOPPI
Un metodo più economico di prepara-re gli siroppi nacque dall 1 uso del cìbbokesimale. Si opera come segue.
Prendesi uno zucchero' “greggio assaibello, detto bianco dell 1 India , o lo zuc-chero comune in pani, detto quattro cas-soni. Pei siroppi che si vendono coloriti,può servire b zucchero greggio dettaterzo bello.
Si pesanà io chilogrammi di zuccherae 4 di acqua ; e quando l’acqua è caldain un bacino di rame messo sul fuoco visi aggiunge lo zucchero, si rimesce con-tinuamente finché si è fuso; allora ag-giungesi rimescendo sempre un chilo-grammo di carbone animale in polvere li-nissima ; quando il miscuglio è operatoe prossimo a bollire, vi si getta, agitandovivissimamente per alcuni secondi, unovo sbattuto in un chilogrammo di ac-qua ; si continua il fuoco fino all’ebolli-zione, allora gettasi il liquido sopra ilofeltro ( V. 1’ articolo zucchero ), ben la-vato con acqua bollente. Le prime fin-zioni di siroppo colano torbide ; si tra-vasano sopra il feltro, che si tiene co-perto per mantenere il siroppo caldo asegno di poter filtrare.
In mancanza di utensili, si può opera-re in un bacino ordinario, e versare illi-quido bollente in uji feltro a calza, linadisposizione che costa poco e facilita mol-to la feltrazipne, consiste nel por la cal-za in una forma da zucchero interna-mente guernito d’ un paniere conicodi vimini; ponesi sopra questa forma uncoperchio di legno,foderato di rame sottile-
Quando tutto il siroppo chiaro è co-lato, si fa bollir un istante, a fine di se-parare un residuo di albumina non coa-gulala.
La feccia rimasta sul feltro contienepiù di un chilogrammo di siroppo; sipuò cstrarnelo aggiungendovi a più ripre-se dell’acqua bollente. Adopransi queste