3iG Seccatoio
Nella prima classe mettonsi i seccatoi<li colla forte, dell’amido, dei fonditori disevo, i seccatoi per le tele, pel lino, ec.
Nella seconda classe, v’ hanno le stu-fe da disseccare, i seccatoi d 1 inverno odi tutte le stagioni, per le tele, per illino, la polvere da schioppo, i colorimacinati, i grani germinati, ec.
Nella terza classe collocheremo i ci-lindri seccatoi per le tele, la carta, ec.
Seccatoi ad aria libera.
Certe disposizioni generali sono ap-plicabili a questa sorta di seccatoi, chepasseremo ad esporre. Conviene preferi-re un luogo quaut’ è possibile esposto atutti i venti, lontano da maremme , daacque stagnanti e da luoghi umidi. E' daosservare che la vicinanza dei fiumi edelle acque correnti, anziché essere unacircostanza sfavorevole, determina soven-te alcune correnti di aria capaci di bendiseccare. Il vento di Nord-Est è in ge-nerale quello che meglio disecca ; con-vien dunque ch’osso possa entrar facil-mente ed uscire dal lato opposto.
Quando è impossibile evitare la vici-nanza d’una maremma o d’un’acqua sta-gnante, conviene almeno impedire l’ac-cesso continuo delle esalazioni umide,costruendo un muro dal lato che riguar-da questi luoghi umidi.
Il suolo del seccatoio dev’essere im-permeabile all’umidità sotterranea, massi-me volendo far uso del pian terreno al-l’oggetto di qualche diseccamento o del-la conservazione delle materie secche: atale oggetto si può ricoprire il pavimen-to di uno strato di mastice bituminoso,o con un ammatonamento di malta o dicalce idraulica.
A fine di lasciare il maggior possibileingresso all’aria atmosferica per le diffe-renti parti del seccatoio, esso dev’essere
Seccatoio
costruito di legname solido anche per re-sistere alla lunga azione dei venti. Alcunepersiane,costruite indiversi modi, servo-no ad aprire o chiudere l’ingresso alfa-ria esterna. Uno dei metodi più econo-mici di costruzione di simili persiane, èrappresentato dalla fig. i, Tav. LXV 1 I,delle Arti chimiche ; un telaio AB èguernito di lamine c, c, c bastantemen-te larghe per ricoprirsi le une sullealtre, un quarto circa della loro larghez-za ; una spranghetta di ferro 6, addattatanel mezzo di ciascuna estremità dellelamine ( fig. 2 ), gira liberamente nel-l’apertura circolare d’ una piastrina dilamierino ; un regolo di legno d,e ( fig. 2e 3 ), mantiene tutte le lamine medianteun grosso filo di ferro rivolto in anelloche passa nell’apertura d’un chiodo po-sto a vite in ciascuna lamina verso lametà della sua lunghezza. Risulta da que-sta disposizione che tutte le lamine simuovono insieme ; allorché s’innalza ilregolo ( fig. 3 ), le lamine si appoggianol’una sopra l’altra e chiudono l’accessoall’aria. Per sostenere le persiane in que-sta posizione, basta attaccare un uncinof in un chiodo, o semplicemente porreun pezzo di legno g sotto il piede delregolo.
I cardini delle lamine si possono farenella medesima tavola di ogni lamina :questo metodo è più econonomico delprecedente ; ma dopo alcuni anni i car-dini di legno si alterano, e conviene so-stituirne di ferro.
Altre persiane totalmente di legno emolto economiche , sono rappresentaledalle fig. 4 e 5 , vedute di faccia e di pro-filo : delle lamine o tavolette di legno a ,a, larghe da 1 piede a i 5 o più pollici,sono disposte orizzontalmente tra i duelati verticali d’un telaio. Dei cardini p,p( fig. 6 ), di tutta la spessezza della ta-vola salgono alla cima di ciascuna lami-