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Tomo XI.
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3qo Sifone

ili presentarne gli orli alla fiamma delcannello per fondere gli spigoli e renderlicon ciò meno vivi. Allorché si vuol ser-virsi del sifone conico, lo si prende conla mano destra, iminergesi la cima capil-lare nel liquido,indi leggermente succian-do si fa salire lentamente il liquore nelserbatoio, avvertendo di applicare la ci-ma della lingua all’ apertura del tubo,ogni qual volta occorre tirare il fiato ;per chiuderla perfettamente ed impedireche l’aria vi rientri, e che il liquido giàentratovi possa ricadere. Si comprendenon doversi aspirare con troppa violenzae prontezza, poiché il liquido salirebbecon troppo impeto e potria giungere finoin bocca. Quando lo stromento è quasipieno, si cessa di succiare, si ottura l’o-rifizio e si attende alcun poco per dareal liquido il tempo di salire, se fosse ri-masta un po’ di rarefazione all’ interno.Sollevando lo strumento troppo presto,potrebbe entrar 1’ aria per la cima capil-lare e produrre tale agitazione nel liqui-do da gettarne alcun poco in bocca. At-tendesi quindi alcun poco e quando ve-desi il liquido immobile, levasi il sifoneconico, tenendo sempre l’orifizio del tu-bo E ben chiuso colla lingua, poi ponesila cima capillare sopra il vaso o il filtroove si vuol gettare il liquido, lo si lasciascolare, levando la lingua, tosto che siscorge esserne scolata la quantità suffi-ciente, e ripetesi la stessa operazione fi-no a che il serbatoio si vuota.

Essendo molto difficile saldar questitubi, spesso soffiasi semplicemente unapalla sulla lume, al qual effetto prendesiun tubo di conveniente diametro e gros-sezza, e Io si riscalda quanto occorre perammollirlo e ridurne capillare una cima,scaldasi di bel nuovo in qualche distanzae vi si fa un altro tratto ^di capillare, sìche rimane fra questi due pezzi capillariun tratto di tubo, poi si ottura una cima

Silice

fondendola ; indi presentasi il pezzo ditubo grosso alla fiamma, e lo si arro-venta fino a bianchezza ; avendo ben cu-ra di girarlo di continuo fra le dita, acciòriceva un calore uniforme ; e quando èmolle abbastanza, vi si soffia una palla,sempre girando il tubo, acciò la palla sianello stesso asse (fig. j).

Vi è pure un altro mezzo ancora piòsemplice di fare questi stromenti, anchein mancanza d’una lampana da smaltato-re. Scegliesi un pezzo di tubo d’un diame-tro grosso, o collocasi sui carboni arden-ti, e si coprono interamente : quando èben ammollito stirasi, poi riscaldasi dinuovo su un altro punto, e lasciando unintervallo bastante perchè il serbatoio ab-bia sufficiente capacità. Stirasi alla stessaguisa dall’altro lato, e si ottiene parimentiun sifone conico della forma indicata dal-la fig. 8. _ (R.)

** Si vede che il sifone conico, è unostromento simile a quello che usasi inmolte arti col nome di lauro (V. questaparola), se non che è di minori dimen-sioni, ma serve allo stesso effetto. *

* SIGILLO. V. SUGGELLO.

* Sigillo d'Ermete. Sigillare con si-gillo d'emide , dicesi il chiudere i vasi ocannelli di vetro col vetro stesso lique-fatto al fuoco, e siccome tale chiusura èimpenetrabile 'all’aria, così dicesi chiude-re ermeticamente, quando si ottiene que-sto effetto comecché sia.

* SCENOGRAFIA. Parte dell’otticache dà le regole di contrarre o di enor-memente ampliare la specie degli oggettitrasmessi alla potenza visiva in modo chedette specie diversamente si rappresenti-no da quel che effettivamente in sé stes-se sono.

* SILICE. Pietra molto durg, di co-lore che varia dal nero al fulvo più chia-ro, molto dura a tale da segnare il vetroe dar scintille percossa coll’acciarino. Le