Stampi
le girelle K. Queste leve son poste a set-te od otto piedi d’altezza per potervipassar sotto liberamente-, il tutto dev’es-sere eseguito colla maggiore solidità. Ilfusto è di ghisa e formato di due ritti le-gati con traverse inchiavardate.
Le pezze di tela da stamparsi essen-do cucile le une di seguito alle altre, eravvolte come dicemmo, sopra grandirocchetti, aventi al centro un foro qua-drato, dispongonsi sopra un asse dellastessa forma, in L, dinanzi alla macchinada stampare. Questo rocchetto si rendeun pò difficile a girare mediante un fre-no, o sia una fune che preme sopra unapuleggia a gola posta sull’ asse, e ciò adoggetto di tendere la tela nella direzionedella sua lunghezza dinanzi ai cilindri.Questa tela, in capo alla quale cucesiuna altra tela vecchia, abbastanza lungaper arrivare dai cilindri fino al di là del-l’apparato per l’asciugamento a vaporeX ; passa sul rotolo M e contro Ita spran-ga di legno N dentellata a destra e a si-nistra, come vedesi nella fig. 3, facendoche il punto A corrisponda al mezzo del-la tela. Queste scanalature divergenti chetalvolta si fanno di rame, hanno l’ogget-to di allargare la tela prima che entri frai cilindri •, ma oltre ad esse occorronodue operai posti uno per parte che collemani la tengano tesa perfettamente.
Disposte in tal guisa le cose, regolatala pressione, il serbatoio pieno di mor-dente e montato, i raschiatoi compres-si convenientemente, si pongono in mo-to i cilindri ; allora la tela compressa frai due cilindri, viene successivamente atarsi stampare al dissotto dal mordenteonde si carica 1’ intaglio del cilindro gi-rando in questa materia. La tela salendoverticalmente, va a seccarsi in un appara-lo o vapore X, posto al piano superiore.Questo asciugamento artifìziale e pronto,il quale evaporando l’acido acetoso,Dii Tecnol. T. XIf.
Siamca i i 3
permette al mordente di combinarsi iumaggior proporzione e più intimamentecol tessuto, accelera ed abbrevia notabil-mente il lavoro.
Prima di continuar a descrivere i me-todi della stampa, daremo una idea del-1’ apparalo a vapore X, che si cominciaad usare nelle stamperie di indiane, eche dobbiamo all'imaginazione inventivadegl’ Inglesi.
Quest’ apparato componesi di tredioicilindri cavi, di rame, d’ un piede a i4pollici di diametro, lunghi ( a 5 piedidisposti in due fila, in ciascuno d«j qua-li arriva il vapore da una caldaia per untubo adattato al centro d' uno dei fondidei cilindri, che tiene una ghiera la qualegli serve di asse. Questo tubo e questaghiera sono riuniti con una scatola stop-pata la quale chiude ermeticamente lacommettitura, lasciando però girare i ci-lindri sovra sè medesimi. Ognuno deitredici cilindri, sei dei quali formano lafila inferiore e sette la superiore, tienesul fondo opposto a quello per cui en-tra il vapore, ruote dentate, poste nellostesso piano verticale, le quali ingranen-do 1' una con 1’ altra, trasmettonsi suc-cessivamente il movimento che il primocilindro riceve dallo stesso motore chefa girare i cilindri da stampa medianteun albero- verticale e ruote dentate adangolo. I fondi dei cilindri a vapore, dallato per cui questo entra, sono munitidi piccole valvole dette reniflar che unaleggera molla spirale tiene poggiate con-tro l’interno di essi fondi. L’ oggetto diqueste valvole è di prevenir gli acciden-ti che potrebbero risultare dal vuoto chesi forma nell’ interno dei cilindri per lacondensazione del vapore, lasciandovientrar l’aria tostocchè 1’ esterna pres-sione supera d'alcun poco l’interna.
Sul fondo opposto, e all’ interno delcilindro, è posta iu piano una striscia dii5