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Tomo XII.
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Stigliare

il lino, la canapa e simili dal tiglio dellostelo della pianta.

Prima di stigliare la canapa od altro,è d’uopo farvi alcune preparazioni, poi-ché le piante testili non cederebbero laloro corteccia al momento in cui si rac-colgono. La principal preparazione è lamacerazione (V. questa parola). Qnandole piante sono ben secche praticasi lostigliamento. L’ elfelto di tale operazio-ne può definirsi in poche parole : rom-pere le fibre della canapa, separare le li-sche dalla corteccia e ridar questa inisfilacci, per poi convertirla in filo; si pra-tica in due modi a mano o con appositoutensile.

Lo stigliamento a mano , suole, solita-mente nelle campagne, farsi dalle femmi-ne che conducono al pascolo gli animali,al solo oggetto di non istarsi oziose, maquesta maniera riesce troppo lunga ovesi tratti di grandi quantità.

Tengono esse sotto al braccio sinistroo nel loro grembiale rialzato un fasciodi canapa molto secca, ne prendono dueo tre steli e li rompono fra le dita ; labuccia si rompe, allora la staccano dallaparte filamentosa che si avvolgono intor-no al braccio. Quando ne hanno riunitoabbastanza per farne un manipolo , lotorcono con tre o quattro giri, per riu-nirne i fili acciò non si intreccino.

Si vede che questa maniera d 1 opera-re è lunghissima, nè può esser utile senon se per quelli che raccogliendo pic-cole quantità di canapa possono stigliar-la in tal guisa o pascolando gli animali,o nelle veglie invernali. E' utile per quelliche avendo numerosa famiglia, hanno in-teresse di trar profitto da tutti gl’ indivi-dui di essa quando non sono occupatinei lavori della campagna.

Nelle grandi tenute lo stigliamento sifa con macchine, quella adoperata da untempo immemorabile è la maciulla che

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venne da noi descritta a quella parola, esembra il migliore di tutti gli stromentiimaginati fin oggi, essendo senza dubbioil più semplice. Questa operazione esigeche la canapa sia molto secca, fragilissima,e perciò la si secca o esponendola al so-le alle belle giornate di gran caldo, o piùspesso col fuoco in una stufa o in unforno riscaldati a 4° gradi che è all’ in-circa la temperatura che conserva dopolevatone il pane.

Talora seccasi la canapa sotto una tet-toia od in un locale lontano da ogni fab-bricato pel pericolo d’incendio. Nei pae-si montuosi si fa il diseccamento in ca-verne naturali che servono a tutti gli abi-tanti. Quattro piè al dissopra del suoloponesi un ingraticolato di legno, conispranghe greggie ; vi si stende sopra lacanapa e vi si accende un leggero fuocoal di sotto con lische od altri minuti le-gnetli ; si mantiene questo fuoco con pru-denza ed uniformità sicché la canapa sidisecchi ma non s’infiammi. La Gammanon deve ergersi più di un piede. Videv’ essere uno particolarmente incarica-to della condotta del fuoco ; il che è disomma importanza per evitare gl’incendii.

Lo stesso operaio distribuisce la cana-pa alle stigliatrici a mano a mano cheè secca abbastanza, e vene sostituiscedell’altra da diseccarsi.

La prima operazione della stigliatriceè la scotolatura che consiste nell’ acciac-care il manipolo di canapa con un ma-glio di legno duro sopra un ceppo, 0 sud’ una pietra piatta, dalla base o radicefino alla punta, avendo cura per ciò chetutte le radici siano girate dallo stessoverso. La scotolatura rende più facile lamaciullatura che segue subito dopo.

La maciullatrice tiene il manipolo nellasinistra per la punta, e solleva con la de-stra le ganasce della maciulla, e sottopo-nendovi il manipolo di canapa vicinis-