aoo Stoviglie
considerare come cammini ; 1’ ultimo la-boratorio è terminato in cono forato allasommità con una semplice apertura, nel-l’asse della corrente d’ aria, che prolun-gasi all’ uopo in un canale cilindrico oprismatico più o meno lungo.
Un’ occhiata sulle figure darà a que-sta descrizione generale la chiarezza e laprecisione che non si otterrebbero da piùparticolari dettagli.
Tali sono la forma generale e i princi-pi! di costruzione delle fornaci ad alan-dieri eh’ io distinguo in :
A, semplici(Tav. LXXYI,fig. i), per-chè, se hanno molti laboratoi, si possonoriguardare come una continuazione del-1' uno nell’ altro, come uniti insieme, ocome le stanze d’ un laboratorio princi-pale. Queste sono le fornaci ad alandiere,più ordinarie. Ma in questi ultimi tempi,cioè da circa vent’ anni, si costruironoaltre fornaci ad alandieri eh’ io nomino :
B. composte (Tav. LXXVII, fig. 2),perchè hanno, non solo molti laboratoidistinti, ma anche per ogni laboratoriov’hanno dei focolari che agiscono separa-tamente e successivamente ; son questele ragguardevoli fornaci a più piani cheora passiamo a far conoscere.
Prendo per tipo di queste fornaciquella che il marchese de Pinori fece co-struire nella sua manifattura di Doccia,presso Firenze , perchè, a quanto credo,questa è la prima di cui siasi pubblicatala descrizione, dal nobil zelo per le artidi questo marchese, e parchè io ebbi ilprezioso vantaggio di vederla agire.
La figura che ne offro (Tav. LXXVII,fig. 2), mi esime da una lunga e inutiledescrizione, cui suppliranno le spiega-zioni che trovansi al fine del presente ar-ticolo.
Vedesi dalla figura aver queste forna-ci 5 piani, composti ciascuno d’ un labo-ratorio, di focolari e di bocche lor pro-
Stoviolie
prie. I cammini del laboratorio inferioreentrano, e si continuano nel superiore,ma a proporzione che si fa agire un la-boratorio, mediante il fuoco che accen-desi negli alandieri , il cammino diminui-sce di lunghezza, e la corrente dell’ ariadiviene meno celere.
Siriempie ogni laboratorio di stoviglie,collocando nell’ inferiore quella che ri-chiede la più alta temperatura per cuo-cersi completamente : questa è la porcel-lana dura. Quando essa è cotta, si trala-scia il fuoco degli alandieri del piano in-feriore e lo si accende in quelli del me-dio. Le stoviglie contenutevi, di naturada richiedere meno fuoco, trovansi giàfortemente riscaldate e per metà cottequando vi si porta il combustibile. Esseperciò non tardano a cuocersi compieta-mente. Allora si chiudono gli alandieridel medio piano, e s’incomincia la com-bustione in quelli del terzo ed ultimopiano, che contiene una stoviglia cui oc-corre ancor meno fuoco, e trovasi cot-ta ben tosto, poiché era già stata primariscaldata ad una temperatura prossimaa quella eh’ è necessaria alla sua perfettacozione.
Vedesi già come a proporzione che siaccende il fuoco nel focolare superiore,trovansi cammini più corti, meno rapidala corrente dell’ aria, e in conseguenzauna meno elevata temperatura, la qualegià non occorrerebbe per la specie distoviglia ohe vi si trova.
Queste fornaci cuocono con un egua-glianza quasi incredibile. Consumano as-sai meno combustibile di quello checonsumerebbero tre fornaci separate del-la medesima dimensione, e il perché n èevidentissimo. Perciò una simile fornacedeve ottenere una grande economia nellafabbricazione. Nondimeno, questa eco-nomia diverrebbe sensibile in una fab-brica ove si lavorasse continuamente 5