Stoviglie
A tal modo la pasta è composta ; essaessendo troppo liquida, seie dà una con-sistenza nelle fosse^riscaldate, di cui ab-biamo fatto menzione nel Cap. I, Art. II,§. 2 . 0 , B, Queste fosse, in alcune fabbri-che inglesi, hanno perfino 20 metri dilunghezza.
La pasta ottiene così la consistenzadovuta ,• ma prima conviene calcarla, eprocurarne il bonificamento che risultadalla lunga conservazione.
La calcatura per quantità di pasta sìgrandi è un’ operazione dispendiosissi-ma, quando si fa da uomini ; si ottennein Inghilterra una grande economia, fa-cendola economicamente con pestatoiche ascendono e discendono in cilindri dighisa, mossi da una macchina ; essi fan-no provare alla pasta una possente com-pressione, e la obbligano ad uscire daun’ apertura in forma di cilindro, in ista-to di pasta densa, omogenea e priva diaria interposta. Si può adoperarla imme-diatamente ; ma è ancor meglio lasciarlabonificare alcuni mesi in luoghi umidi.
Lavorìo.
11 lavorio delle paste ceramiche vennedescritto, in modo generale, al cap. II;or qui dunque non dobbiamo indicareche quanto spetta particolarmente allamaiolica fina.
Questa pasta essendo in generale assaiplastica, si lavora facilmente. La si ab-bozza sul tornio inglese (Tav. LXXII,fig. 1 , A,B) , con molta celerità. Allor-ché le pallottole di pasta vennero prepa-rale e riuniti gli stampi, si assicura cheun buon operaio abbozzatore, con duelatlorini che gli portano le pallottole, etrasportano il piatto abbozzato, può far-ne P abbozzo in 8 secondi di tempo ; inconseguenza, ne può fornire, in questoprimo stato, circa 56oo in un giorno di
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io ore di lavoro, supponendo eli' eglianche impieghi 1 o secondi per ogni piatto.
Modellando alla crosta questa stovi-glia, piatti e piattelli, la crosta si fa so-pra una tavola di gesso o di marmo, conun pestello ozafio di gesso ; stendesi poisopra lo stampo di gesso, premendolacolla spugna e riducendola col calibro,eh’ è costruito colla stessa maiolica fina.
I piatti ovali si fanno allo stesso mo-do; ma lo stampo ponesi sopra un altrotornio, anziché sul tornio da abbozzare.
Nella più parte delle fabbriche attuali,1' abbozzo in altri modi si riserva per ipezzi cavi ; il modellamento si applica atutti i pezzi piatti, ovali e rotondi, sot-tocoppe, piatti, piattelli, ec.
Tutti i pezzi abbozzati, si finisconosul tornio, nel che non havvi alcuna par-ticolarità degna di esser descritta ; ricor-deremo soltanto che si eseguisce sul tor-nio inglese ad asse orizzontale ( Tav.LXXII, fig. 2 . A,B), e che conviene at-taccare il pezzo sul tornio con maggiorattenzione per renderlo solido e perfet-tamente orizzontale.
I pezzi modellali non abbisognano,per esser finiti, che toglier loro la bavalasciata dalla spugna e dal calibro, e i se-gni dello stampo, se fosse di più pezzi.
La guarnitura non olire alcuna mag-giore particolarità. Ordinariamente le an-se sono fatte col torchio e colla trafila, egli ornamenti in rilievo che guesnisconosovente le maioliche fine inglesi si fannocon istampi di terra, e si applicano comevenne spiegato al Cap. II, Art. II, §• 2 .°,e Art. Ili, §. 6°
Si lasciano seccare i pezzi con precau-zione, e si cuocono in biscuit.
Vernice.
La vernice, detta anche coperta, venneda noi fatta conoscere, dando la compo-