35o Strumenti chirurgici
Fig. 45 (Tav. LXII delle Arti mecca-'niche). Rachitomo: a, l’asta ; b , il taglio.
Rasoio. Quello che ponesi nella bu-sta del chirurgo è solo differente dal co-mune per la piccolezza della sua lama.
Rastiatoio. I chirurghi, gli anatomi-ci ed i dentisti adoperano questo stru-mento per rasliare le ossa, ad oggetto dispogliarle del loro periosto, del tartaro,di levare una parte del loro tessuto di-venuta malata, o di nettarli per prepa-rare gli scheletri ed altri oggetti d’ ana-tomia : quindi tale strumento si fa in va-rie guise. E' formato d 1 un manico, diun fusto e d’una lama. Il manico èlungo 3 pollici, faccettato, per lo più diebano o d’avorio, riceve il codolo del fu-sto, che è lungo circa 2 pollici, ha unalinea e mezza di diametro, e sostiene lalama cui si unisce in varie guise. Il ra-stiatoio più in uso e più comodo pei chi-rurghi e pegli anatomici, ha l’asta fissa-ta perpendicolarmente alla parte mediadella lama; ha la forma di un pentagonolungo 16 linee, largo 7 , un lato del qua-le è convesso, e gli orli opposti a quelIato fanno un angolo acuto. La circonfe-renza di questa lama viene resa taglien-te con augnature fatte sulla faccia oppo-sta a quella su cui si pianta il fusto.Tal-volta la lama è di figura triangolare orettangolare ; i dentisti ne fanno lavora-te a scalpello o appuntite. La lama deveessere grossa almeno due linee perchè iltaglio abbia forza ; la sua larghezza va-ria ; quelle dei dentisti sogliono esserestrette.
Scalpello. In alcune operazioni sul-le ossa e nelle sezioni, adoperasi lo scal-pello de’legnaiuoli, che, per usarsi in chi-rurgia, non dev’essere che di 5 a 6 pol-lici con un taglio di 4 a 5 linee. Questopuò essere a due augnature o averne an-che una sola. Queste augnature devonoestere molto obblique per lasciar mag-|
Strumenti chirurgicigior grossezza al taglio. Lo scalpello oraè fissato in un manico di legno, ora ter-mina con una testa schiacciata. Nelle ope-razioni, lo si adopera con una sola ma-no, o vi si batte sopra con un maglio dipiombo che dà meno scosse e fa menostrepito. Talora adoprasi anche uno scal-pello curvo sul piano, o la sgorbia del-lo scultore. Questo strumento si fa diacciaio fuso o di vecchie lime temperateassai dure.
Gli anatomici dicono pure scalpelload un cortelluccio, in cui vece però ado-perasi utilmente il bistorì. La sua lama èstabilmente fissata sul manico, e taglien-te sopra un solo orlo o su tutti due a unpunto ; spesso è di forma simile ad unalancetta ; per la sezione dei nervi, ado-perasi a preferenza una piccola lama,stretta e molto inacciaiata. La lunghezzadella lama di questo scalpello varia da i5linee a 2 pollici. Il manico d’ ebano o diavorio, lungo 4 a 5 pollici, è piatto al-1 ’ estremità ; il suo orlo è convesso esmusso : adoperasi la cima piatta di esso,per allontanare i tessuti senza tagliarli. -
Scarificatore. Questo strumento piùadoperato in Alemagna che in Francia ,serve, come lo indica il suo nome, a farescarificazioni. E' una cassetta cubica diottone, entro a cui sono disposti soprauna molla che può farsi scattare quandosi vuole, i fusti di sedici lancette, le cuipunte escono rapidamente per la cimadi fessure longitudinali fatte su una fac-cia del cubo, e dopo descritto un semi-circolo rientrano per l’altra estremitàdella fessura. La prontezza dell’ opera-zione ne scema il dolore all’infermo.Ognifaccia del cubo ha circa 18 linee; sicomprende che esso può contenere piùo meno lame come si vuole.
Sciringa. Oltre alla sciringa comuneadopransi in chirurgia sciringhe per le|preparazioni anatomiche ; per l’idrocele,