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Tomo XII.
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376 Stufa

h, Doppio Inviluppo verticale d’unaparte del tubo sopraindicato: esso è a-perto alle due estremità, avendo peral-tro quella che esce dalla stufa un' ani-mella L che si può chiudere ed aprirea volontà, mediante la funicella MM.

E' facile concepire lo scopo di tuttequeste disposizioni; se vuoisi operare ladiseccazione di qualche sostauza o la con-centrazione d' un liquido, si spingerà ilregistro E ', tenendo aperta 1’ animellaL; allora l'aria interna della stufa si sol-leva per la propria leggerezza specificatra i doppi inviluppi C.C del calorico eK. del tubo, esce umida per l'estremitàdi questo, e viene continuamente sosti-tuita dall’ aria esterna che entra per l’a-pertura E riscaldandosi nel primo dop-pio inviluppo. Ora supponiamo che vo-gliansi mantener nella stufa gli oggetti cal-di senza privarli dell’ acqua, come nellecristallizzazioni, feltrazioni, ec. ; in talcaso si chiuderà 1’ animella e si trarràfuori il registro E", chiudendo così l’ac-cesso all’aria esterna e aprendolo al-l’interna nel primo doppio inviluppo :a tal modo si otterrà un movimento cir-colatorio nell' aria interna, cagionato dalriscaldamento della parte introdotta neldoppio inviluppo CG dalla uscita per1’apertura G, e dall’ingresso dell’ariamen calda per l’apertura interiore E.

Questa circolazione produrrà l’elTettodi render uguale il calore in tutte le par-ti della stufa.

Si otterranno gli stessi effetti serven-dosi di una stufa a vapore. Questo me-todo sarebbe più vantaggioso allorché lacaldaia destinata a fornire il vapore ali-mentasse altri apparati per evaporazionidi liquidi, ec. , e poche mutazioni do-vrebbonsi fare alla disposizione presen-te. Si sostituirebbe al calorifero un va-se cilindrico di rame o recipiente del va-pore, e il tubo i diverrebbe il condotto

Stufa

del vapore che esce dal suo recipiente ;potrebbe circolare tutto all’intorno del-la stufa, e innalzarsi verticalmente neidoppio inviluppo ; la sua estremità fi-nirebbe in una leggera animella, conve-niente allo sviluppo dell’ aria e del va-pore eccedente. Occorre sovente, neilaboratoi di prodotti chimici, una pic-cola stufa, sì per alcuni saggi prelimi-nari, sì per alcune sperienze analiticheche debbono servir di guida anche alfabbricatore in grande. A tal uopo po-trebbesi in un angolo delle stufe dellafabbrica costruire uua piccola stanzachiusa ove si aumentasse la temperaturaa volontà, oppure si diminuisce, apren-do o chiudendo qualche animella ; ma ,non essendo solitamente le grandi stuferiscaldate di continuo, nè permettendosempre le circostanze che si abbia unpiccolo laboratorio nelle grandi fabbrichedi prodotti, una piccola stufa separataè quasi sempre utile. Un apparato a cir-colazione di "acqua (V. gli articoli, calo-rifero, incubazione e begolatore) sa-rebbe assai comodo, perchè manterreb-be lungamente la temperatura al gradovoluto. Una stufa portatile facilissima,venne indiceta da D’Arcet, e qui or noila riporteremo.

Essa ha la forma d’una cassa di legnosottile, vale a dire di un paralellopipedorettangolo, il cui interno viene riscalda-to dalla fiamma d’una lampada comuneall’ Argand .

a , tig. 2 , stufa veduta internamentein ispaccato verticale.

b , Uno dei lati che serve di porta al-la cassa.

c, Sostegni dei telai guerniti di telametallica di filo di rame o di ferro.

d, Apertura che può chiudersi a vo-lontà con un turacciolo di sovero perritenere 1’ aria riscaldata, e aumentarneil calore.