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die voglionsi dorare, od inargentare colmezzo di qualche materia incollante; ven-nero anche applicati in uno stato di mag-gior divisione con un metodo di M. Ful-hame che consiste nell’immerger la stoffain una soluzione eterea di fosforo, trar-nela poscia, e, quando comincia a spar-gere dei fumi bianchi, immergerla in unasoluzione di cloruro d’ oro, o di nitratod’argento.
III. DIVISIONE.
Aùone scambievole delle stoffe,e degli acidi.
IV. Divisione.
Anione scambievole delle stoffe e dellebasi salificabili.
Quantunque si possa dire in primoluogo che le stoffe essendo composti neu-tri, verso i reagenti coloriti, hanno uneguale tendenza a combinarsi tanto co.gli acidi che colle basi salificabili, tutta-via esaminando con attenzione i fatti co-nosciuti, si vedrà che, nel maggior nu-mero dei casi, sembrano meglio dispo-ste ad unirsi ai composti acidi di quelloche ai composti alcalini ; che in conse-guenza questi tessuti manifestano unatendenza che, comunque sia debole, èpiuttosto alcalina che acida.
Se si investigano presentemente le ca-gioni che esercitano la maggior influenzasulle combinazioni che possono formarsitra le stoffe e gli acidi, oppure tra lestoffe e le basi salificabili, si troverà chela solubilità o insolubilità nell’ acqua ,d’un acido o d’ una base salificabile, chemettesi a contatto di una stoffa bagnata,avrà la maggior influenza sulla facilità-odifficoltà colla quale potrassi effettuarela combinazione, e inoltre sulla stabilitàdi questa combinazione dopo che saràstata prodotta.
E' necessario distinguere due casi ge-nerali nelle azioni «he noi esaminiamo ;
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quello in cui la stoffa si trova a contattodi un acido, oppure di una base salifica-bile allo stato libero, e quello in cui sitrova a contatto d’un acido unito aduna base salificabile, oppure d'una basesalificabile unita ad un acido. Il secondocaso spetta alla quinta divisione , e netratteremo in allora.
Conformemente a quanto dicemmodella neutralità delle stoffe, e della in-fluenza che la solubilità od insolubilitàdegli acidi, oppure delle basi salificabi-li, con cui mettonsi a contatto, esercitasulla scambievole azione di questi corpi,noi passiamo a trattare successivamentedell' azione degli acidi e delle basi salifi-cabili solubili nell’ acqua sopra le stoffe,e dell’azione degli acidi e delle basi salifi-cabili insolubili, sopra le stoffe medesime.
Nel caso in cui volendo dimostrarese v’ abbia o non vi abbia combinazionetra una stoffa ed un acido oppure un al-cali solubile, che reagirono nell' acqua,si sottomette la stoffa a lavacri successivicon acqua stillata, incontrasi una grandedifficoltà a sapere il momento in cui con-viene cessare il lavacro. In fatto, se il la-vacro è insufficiente, è chiaro che la stoffariterrà dell’ acido o della base allo statodi semplice miscuglio. D’ altro canto, seil lavacro è protratto soverchiamente puòaccadere che tutto 1’ acido, o tutta la ba-se se ne separi per 1’ azione dissolventedell* acqua ; azione che sarà in questocaso superiore all' affinità della stoffa perritenere il corpo solubile. Da ciò vedesinon esservi alcun segno certo per rico-noscere l’istante in cui converrà cessaredi far agire 1’ acqua sopra la stoffa.
Per evitare la difficoltà qui accenna-ta, abbiamo immaginato di dimostrarela precedente proposizione con un me-todo esperimentale affatto diverso daquello che consisterebbe nel togliere allastoffa, mediante il lavacro, 1’ acido o la