Band 
Tomo XIII.
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Tistobe

imamente a! bruno che è solido e brillan-te : l’infusione di robbia non feltrata lecomunica un colore forse un poco piùrossastro.

Cartamo. — Il cartamo contiene, co-me è noto generalmente, due principiicoloranti, l’uno giallo e l’altro rosso, danoi detto cartamina. Differiscono moltol'uno dall’altro rispetto allaloro solubilitànell’acqua. In fatti si può, lavando il car-tamo coll’acqua finché cessa di colorirsi,disciogliere la maggior parte del princi-pio giallo, e solo qualche traccia di car-tamina. Il cartamo così lavato contienequasi tutto il principio rosso e pochissi-mo principio giallo. Facendolo macerarenell’acqua con poco sotto-fcarbonato disoda, questo discioglie la cartamina unitaal principio giallo. Separando la soluzio-ne dal residuo, si otterrà un liquore, nelquale si potrà tingere il legnoso, e spe-cialmente la seta in un bel roseo, immer-gendovi di queste stoffe dopo aver satu-rato l’alcali con succo di limone, con ace-to, ec., in tal caso la cartamina si fissasulla stoffa e il principio giallo rimane di-sciolto nel liquido.

Se si volesse ottenere la cartamina sce-vra di principio giallo converrebbe, dopoaverla precipitata, come ho dello, soprauna tela di cotone, colorir questa tela fa-cendola macerare nell’ acqua contenentedel sotto carbonato di soda, dalla qualesi separerebbe poi la cartamina, median-te un acido, sia per ottenerla isolata, siaper fissarla sopra la stoffa.

La cartamina fornisce un colore estre-mamente bello, ma alterabilissimo allaluce per cui non si può usarla che nellatintura di certe stoffe di effimera esi-stenza.

Cocciniglia. — La materia colorantedella cocciniglia ha molto rapporto collabresilina nel modo come comportasi co-gli acidi e colle basi salificabili. Cogli aci-

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di forma dei composti rossi, traenti al-1’ arancio piuttostochè al violetto ; coglialcali, dei composti violetti ; il protossi-do di stagno si comporta con essa comeuna base alcalina, e il perossido dellostesso metallo come un acido, del che ab-biamo parlato fin da principio. L’azionedi questi ossidi sulla materia colorantedella cocciniglia è dunque analoga a quel-la che esercitano sulla bresilina e sullaematina.

Pelletier e Caventou ottenero il prin-cipio colorante della cocciniglia se nonpuro almeno in uno stato assai prossimo,e lo chiamarono carminio , perchè è ilprincipio che colorisce la bella lacca, co-nosciuta sotto il nome di carminio.

La carminia fissata sulla lana coll’allu-me e col tartaro, e sulla seta coll'allumepuro o mesciuto al tartaro ed anche col-la composizione di stagno, costituisce ilchermisi fino che è uno dei colori piùbelli e più stabili.

E’ rimarcabile che un leggero colorgiallo datosi alla lana e alla seta non nuo-ce a questa tintura. Per riuscire di tinge-re in cremisino perfettamente uniformela lana, essa deve essere omogenea ; senon lo èdevesi necessariamente sostitui-re al lavacro un bagno alcalino.

La carminia fissata sulla lana collacomposizione di stagno fornisce lo scar-latto, il qual colore essenzialmente è unacombinazione di carminia di perossidodi stagno, di acido tartrico e di acidoidroclorico. Questa composizione spiegaperfettamente il perchè lo scarlatto diven-ga roseo ed anche amaranto a contattodei sali basici, ed a più forte ragione de-gli alcali.

Passò molto tempo prima di poter ot-tenere dei rosei sulla seta colla cocciniglia,coll’acido tartrico e con una dissoluzionedi stagno.Oggidì questa tintura non offrepiù difficoltà alcuna, e se si dà il piede