Tintore
inasta sempre omogenea e conlribuisconoall’ uniformità della tinta.
Quindi tingendo a freddo è necessariorimescere il bagno di tratto in tratto, ba-gnarvi le stoffe ritrarnele, torcerle pre-merle più volte di seguito acciocché siimpregnino del bagno uniformemente.
Meccanica. — I rapporti colla mec-canica della tintura delle lane in pelo, infilo e in stoffa ; della tintura della seta,e del legnoso in qualunque stato trovino,sono troppo semplici e troppo universal-mente conosciuti.
D’ altro canto, i rapporti della mec-canica coll’ arte d’ imprimer i colori sul-le stoffe di seta, di lana e di cotone mas-simamente, sono troppo numerosi, richie-dono troppi speciali dettagli puramentemeccanici, per parlarne in questo luogo.
Ottica. ■ — I colori non sono nella ma-teria, ma nella luce che viene decompo-sta e riflessa dai corpi. Si ammette gene-ralmente che un raggio di luce biancaformisi d’ un numero ancora indetermi-nato di raggi di diversi colori, i quali se-parati per la rifrazione in un prisma divetro formano lo spettro solare in cuidistinguonsi : i raggi rossi, gli aranci, igialli, i verdi, gli azzurri, gli indachi e ivioletti. Allorché un corpo opaco ci sem-bra colorito, per esempio, in rosso, essoriflette i raggi rossi, se non esclusivamen-te, almeno nella massima parte.
Quindi l’arte della tintura consiste a
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fissare sopra le stoffe quelle materie chein simil modo agiscono sulla luce. Perciòil tintore deve conoscere ciò che spettaal miscuglio dei colori e ciò che spettaal loro contrasto simultaneo.
I. Pbincipio.
Miscuglio dei colori.
Tutte lé volte che i diversi raggi colo-rili separati dal prisma vengono riuniti intotalità, essi riproducono la luce bianca.
Perciò se si omette in questa riu-nione qualche raggio non si avrà più unaluce bianca ma una luce colorita qualun-que. Per esempio.
1 . Se dalla luce decomposta dal pri-sma si separano i raggi rossi dal rima-nente dei raggi coloriti, si otterrà un cer-to verde azzurrastro.
2 . Se si separano i raggi aranci, il ri-manente dei raggi coloriti darà un azzurro.
3. Se si separano dalla luce decompo-sta i raggi d’un giallo verdastro , i raggicoloriti rimanenti daranno un violetto.
4- Se si separano i raggi d’ un giallotraente all’arancio, i raggi coloriti rima-nenti daranno 1’ indaco.
Da questi esempi si vede esservi unrapporto tra una luce colorita e un’altraluce colorita tale che dalla loro unionesi ottiene la luce bianca ; questa relazio-ne tra due luci di diverso colore si espri-me dicendo che f una è complementariadelF altra. Quindi.
Il rosso è complementario del verde azzurrastro.
L'arancio . dell'azzurro.
Il giallo verdastro . . . del violetto.
Il giallo arancio .... dell'indaco.
Se si uniscono
Il raggio giallo col rosso si compone l’arancio.
11 raggio azzurro col giallo si compone il verde.
Il raggio azzurro col rosso si compongono il violetto o l’indacosecondo che il rosso abbonda più o meno.