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Tomo XIII.
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Tintomi

Allorché le sete sono tinte si torconositila caviglia e sulla cavigliona per eslrar-ne 1 ’ umidità quanto è possibile, o po-terla seccare pronlissimamente. Questaosservazione è della massima importanza,perchè le sete che rimangono umide simacchiano.

§. 3. Del lavacro delle sete e delle ma-nipolazioni richieste dopo la tintura.

Tinta la seta conviene lavarla in acquacorrente per ispogliarla del colore su-perfluo, come si è lavala dopo l’allumi-natura.

Quando si lava la seta, la si sten-de diligentemente nell’acqua, si battesopra una pietra assai liscia, e si torce amano, prima di immergerla un’altra voltanel fiume. A tal modo se ne fa uscir l’a-cqua lorda di cui le matasse sono impre-gnate, imbevendole poi di acqua limpida.Tutti gli operai di una tintoria debbonoessere abituati alla pratica di questi la-vacri,. A tal uopo i giovani si esercitanocon qualche matassa di seta nelle ore diriposo. Infatti le pratiche più importantidella tintura in seta consistono nel saperben lavare , nel ben torcere e nel ben li-giare. Una séta mal lavata è soggetta amolti inconvenienti.

Quanto diciamo del lavacro delle setedopo la tintura, è applicabile al lavacrodi esse dopo l’alluminatura. Una seta al-luminata e mal lavata tingesi inegualmen-te, ove più, ove meno, secondo la quan-tità di allume nei differenti siti, per cuiriesce macchiata.

Una matassa di seta, mal torta, si sec-ca inegualmente, e i siti più umidi riman-gono macchiati. Se la tinta è azzurro ditino a indaco, il colore dileguasi ove laseta rimane umida. Finalmente ligiar laseta è l’arte più difficile : allorché pren-desi una matassa colla mano sinistra per

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rivolgerla sul parruccllo , la si stringenel pugno, e i fili si incollano insieme, ese con un colpo di mano non la si stendeegualmente sul parrucello si macchianei luoghi compressi della mano e nontingesi più egualmente. Quindi la mani-polazione della tintura delle sete in ma-tasse offre la maggiore difficoltà.

§. 4- Della diseccazione delle sete.

Dalla diseccazione delie sete dipendela bellezza e 1’ uniformità dei colori. E'necessario, dopo la tintura, far seccareprontamente le sete : la menoma umiditàche vi rimanesse più lungamente le mac-chierebbe senza rimedio. L’ azzurro ditino è il colore più soggetto a questo in-conveniente ; una goccia d’acqua cadutasopra una matassa di seta vi lascia dellemacchie irreparabili. Perciò le sete deb-bonsi asciugare in luoghi coperti, me-diante un istruraento che passiamo a de-scrivere.

In estate, quando il tempo è asciutto,si lasciano aperte la porta e le finestredella stanza : 1 ’ aria calda e asciutta checircola disecca prontamente l’umiditàdelle sete.

In inverno e in tempi umidi si chiu-dono tutte le aperture, si riscalda la ca-mera con una stufa e si fanno pronta-mente asciugar le sete, disposte sopra unquadro sospeso al soffitto.

Questo quadro è una specie di te-laio A, Tav. LY della Tecnologia, fig. 4,di forma rettangolare composto di regoliparalleli di io a 12 piedi gli uni, e di 6a 7 piedi gli altri. Questo telaio è soste-nuto in aria attaccato al soffitto con ram-poni mobili di ferro B,in modo di poterprendere il movimento di un’ altalena.Uno dei due lati lunghi C, è guernito digangheri di ferro D, di 3 pollici di al-tezza, leggermente conici, posti a 4 o 5