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Tomo XIII.
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Tintore

slenza di questa materia untuosa si rico-nosce dalia lentezza con cui il cotones impregna di acqua, e dalla forza con cuila assorbe quando se ne sia separala que-sta sostanza.

Quanto diciamo qui del cotone, si ap-plica ugualmente a tulli i fili vegetali,allacanapa e al lino.

Questi filameuti, la cui sostanza untuo-sa viene distrutta dall’ acido nitrico, sipossono immergere in una soluzione dialcali caustico senza provare alterazione.Questa osservazione forni i mezzi di pri-vare il cotone, la canapa e il lino da que-sta parte untuosa, e diedeorigine all'artedi imbianchir questi fili.

Ne abbiamo parlato bastantemente al-1 articolo IMBIANCHIMENTO.

Capitolo II.

Delle operazioni generali per tingerei cotoni ed i fili.

Allorché il cotone, la canapa e il linoacquistarono il maggior grado di bian-chezza, queste sostanze non sono perancoatte a ricevere la tintura e ritenerla soli-damente. Importa, prima d’immergerlenel bagno di tintura, di disporle a satu-rarsene, e dar loro le proprietà chimichenecessarie per fissare i colori, senza po-terli mai più abbandonare. Tutti i coloridi cui parleremo non sono stabili allostesso grado, e i tentativi dei chimici cheai occupano di quest’ arte sono continua-mente rivolti a scuoprire nuovi processiche rendano i colori sempre più solidi.

Tutte le stoffe di cotone di lino e dicanapa, si devono lavare, e per esse-re di un lungo uso, converrebbe cheresistessero all’ azione delle liscive ; fi-nora non si pervenne a questo grado diperfezione. Il sapone, meno distrutti-vo delle liscive, venne ad esse sostitui-

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10 ; e si riguardano come solidi i colo-ri che resistono al sapone. Vitalis pro-pose questa distinzione ; noi diremodunque colori di falsa tinta o di piccolatinta , quelli che non resistono al sapone;al contrario quelli che resistono 5 e 6volte si reputano di buona tinta ; final-mente, i colori che offrono una soliditàancor maggiore si dicono di gran tinta.Per esempio, i colori di legno Brasile , dicampeggio, di oriana, ec., sono di falsatinta ; i colori di lobbia, resi solidi conun principio oleoso, diconsi di gran tinta.Offriremo un metodo semplice, che unvalente chimico tedesco diede da poco ,per dare a tutti questi colori un maggiorgrado di solidità.

Dopo aver spiegalo questa definizio-ne, faremo conoscere la divisione di que-sto capitolo, che distingueremo in 5 para-grafi : t. ingallare; 2 . alluminare; 3. mor-denti; 4- bagni di tintura; 5. lavacro deicotoni e dei fili dopo tinti.

§. i. DeW ingallare.

Da noce di galla sola, talvolta il solosommacco, in altri casi ambedue questesostanze riunite, adopransi per ingallare

11 cotone ; si procede come segue.

Prendonsi 3 o 4 once di noce di galla

tritata, per ogni libbra di cotone, e si facuocere in una caldaia di rame nella qua-le mettonsi 14 ° litri di acqua per ioolibbre di materia. Si fa bollire fin che iframmenti della noce di galla si stritola-no sotto i diti. Si tralascia il fuoco, equando il bagno si è raffreddato, si passaper uno staccio di crini, avvertendo cheil bagno rimanga alquanto caldo finchéappena si possa teuervi la mano. Allorase ne mette una porzione in un altro vo-se, detto barca , nel quale si rimesce ilcotone finché sia ben penetrato nella de-cozione di galla. Si tolgono le matasse,