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Tomo XIII.
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Jg6 Tintore

di allume puro, senza sali ferruginosi,

come è quello di Roma .

L’ esistenza di una piccola quantità diqualche sale a base di ferro nell' allumefarebbe degradare il rosso dalla robbia,e mancherebbe totalmente la tintura.Convien dunque prima di tutto assicu-rarsi della purezza dell’ allume, trattan-dolo cioè con alcune gocce di soluzionedi prussiato di potassa; se, nello spaziodi alcune ore, questo sale non determi-na nel liquido un precipitato azzurro,vorrà dire che l’allume è totalmente sce-vro di ferro. Nel caso contrario, cioèquando l’allume fosse di cattiva qualità,non converrà usarlo senza prima depu-rarlo come indicheremo nell’Appendice ,Capitolo IX.

Non basta che 1’ allume sia perfetta-mente puro, ma è anche necessario to-gliere 1’ eccesso di acido che contiene,cioè ridurlo allo stato di allume saturalo ,di cui parlammo al §. 2 del Capitolo II,dove trovasi anche il metodo di dare l’al-lume al cotone.

Ottava operazione.

Lavacro dell’ allume. Per purgare ilcotone dell’allume che non fosse intima-mente combinato secolui, si fa immergernell’ acqua per alcune ore, e quando èben sgocciolato, lavasi matassa per ma-tassa tre o quattro volte, in acqua cur-rente ; si torce sulla caviglia, e si fa sec-care al solito.

Nona operazione.

Tintura. Questa operazione richiedela maggiore diligenza se vuoisi ottenereun colore uniforme. La si eseguisce nelmodo seguente.

Tingonsi soltanto cinquanta libbre di

Tintore

cotune per volta, e ordinariamente a5libbre, come supporremo nel caso pre-sente. In una caldaia della forma d' unlungo quadrato, mettonsi 4 00 piale diacqua, e 25 pinte di sangue di bue chesi mesce coll’acqua. Quando comincia ilbagno ad intiepidirsi, si aggiungono estemperano 5o libbre di robbia. Subitodopo si s’immerge il cotone sospeso suiparrucelli. Solamente mettonsi due ma-tasse per ciascuno d’ essi. Si agitano lematasse nel bagno le ime dopo le altre,cogli stéssi parrucelli; si rivolgono ditratto in tratto, in modo che il colore siapplichi dovunque. Si continua questamanipolazione per 4 a »> quarti d’ ora,facendo che incominci frattanto il bagnoa bollire. Allora traggonsi le matasse daiparrucelli, e si legano con funicelle; si so-stiene i’ ebollizione per tre quarti d'orao un’ora al più ; si ritrae poscia il coto-ne dalla caldaia ; si lascia sgocciolare;quando è freddo, si lava in acqua cor-rente e limpida ; finalmente si fa seccare.

Si suole tingere in due volte, dividen-do cioè in due parti la robbia prescritta.Si ottiene a tal modo un colore più uni-forme ; non è più necessario seccare ilcotone tra 1’ una e 1’ altra operazione ;basta lavailo in fine.

La tintura si fa colla robbia europea;ma per ottenere i colori più fini, la simesce con lobbia di Cipro, di Smirne , ec.,sia a parti eguali, sia altrimenti.

Decima operazione.

Avviamento. L’ avvivamenlo dellatinta si ottiene in varie maniere.

1 . Facevasi altre volte bollire a picco-lo fuoco il cotone tinto in robbia nei re-sidui delle acque bianche oleose, cui ag-gingevasi una certa quantità di saponebianco disciolto nell’acqua. Si copriva lacaldaia, lasciando però un'uscita ul vapu-