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Tomo XIII.
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Dova

che passansi negli ucchielli, poscia allac-ciansi l’uno nell’altro, e l’ultimo attaccasiad un bottone in alto dell’uosa.

Si fanno pure mezze uose; queste so-no sempre di tela o d’ altro leggero tes-suto nè giungono che a mezza polpa del-la gamba ; abbottonansi di fianco, copro-no la parte superiore del piede per im-pedire che la polvere penetri nelle scar-pe. Tutte le uose hanno staffe che passa-no sotto ai piedi inviluppando le scarpe.

Ultimamente Riccardo Green in In-ghilterra prese uu privilegio per alcuniperfezionamenti introdotti nella fabbrica-zione delle uose, i quali consistono nel di-fendere le gambe del cavaliere dagli spruz-zi del fango.

Le staffe di queste uose sono aperte daun lato perchè se il cavaliere cade di ca-vallo non inciampi in esse. La gambedell uosa è di cuoio come al solito e lacoreggia per cui è sospesa alla sella pas-sa dall’ occhio della staffa alle coreggedella medesima staffa che attraversa. lididietro della uosa scende alquanto al disotto del tallone, a fine di guarentire del-l’umidità.

La parte posteriore della pianta delpiede è sostenuta da una coreggia ed unamolla chiusa nella fodera e coperta d’unapelle unta d’ olio per guarentirla dallaruggine. A queste uose adattansi facil-mente gli sproni. (L.)

UOVA. Non considereremo in questoarticolo che le soleova di gallina, ed uni-camente in ciò che riguarda il loro fre-quente uso come sostanze alimentari. Cioccuperemo della loro conservazione, edella maniera di farle nascere artificial-mente, cioè senza l’incubazione naturale.

r.° Conservazione delle uova.

L’uso continuo che si fa delle ova nel-1 economia animale, come alimento edDiz. Tecnot. T. XII/

Uova 3 9 5

anche negli usi igienici, eccitò i dotti ditutte le età a rintracciare qualche mezzofacile ed a tutti possibile, di preservarledalla putrefazione ed anche dalla fermen-tazione. II celebre Reaumur, pensandoal vantaggio ed alla importanza di con-servare a lungo le uova di gallina, si de-dicò molto a questa ricerca.

A lui parve che il mezzo più sicuroper ottenere il fine propostosi, fosse quel-lo di ricoprire tutta la superficie del gu-scio con una sostanza insolubile nell’ a-cqua, atta ad ostruirne tutti i poti, ondeimpedire che I’ aria atmosferica penetrinell’interno, e opporsi al tempo stesso al-I’ evaporazione dei liquidi couteuuti uel-' l’uovo. Uua comune vernice, uu leggerostrato di olio, di grasso o di cera, bastanoin fatto a preservare le uova dalla cor-ruzione. Quelle eh’ egli preparò a tal ma-,mera si trovarono buone dopo sei mesi,nè avevano alcun ingrato sapore.Egli per-altro osserva che se vuoisi conservarlepiù sicuramente e più lungamente, deb-bonsi scegliere quelle non fecondate, valea dire, provenienti da galline non accop-piate ; altrimenti, egli dice, il germe sof-focato sotto la vernice, non tarda a cor-rompere I’ uovo.

Muschembroeck, che si occupò pari-mente dello stesso oggetto, assicura diavere conservato le uova freschissime perquattro anni interi entro l’olio di semi dirape, e che dopo questo lungo periodole ova conservavano il proprio odore esapore.

Devesi osservare che, in tutti i casi,qualunque metodo di preservazione siasiadottato convien sempre scegliere ova fre-sche, altrimenti se non sono pienissime,l’aria introdottasi basta alla loro altera-zione e fermentazione.

Queste differenti maniere d’ intercet-tare l’introduzione dell’aria esterna nelleova e in tutti i corpi che si vogliono pra-5o