ij8 Chiavaio
in qual modo eseguiseansi la varia parli
onde sono composte.
Egli è duopo primieramente aver co-struito la chiave in quella guisa che ab-biamo addietro indicato, essendo essa labase fondamentale della serratura. Sup-poniamo adunque che la chiave sia ter-minata, o almeno che il suo ingegno siasitraforato, essendoché i trafori di essodeterminano la posizione ed anche la fi-gura di quasi tutte le parti della serratu-ra medesima.
La piastra essendo la base su cui que-ste parti si attaccano, cominciasi perciòdal preparare quella con lamierino più omeno grosso secondo la solidità che oc-corre, se la riquadra indi piegasi all’orlodie dee formare la squadra. Questo deefare, come il suo nome lo indica, un an-golo retto col piano della piastra. 11 mo-do ordinario si è di piegarla dapprimaad angolo ottuso, il quale riducesi dap-poi retto, e ciò battendola sulla,incudineo sopra una ganascia della morsa. Gliabili chiavai piegano la squadra d' unsolo caldo quasi ad angolo retto, e inun secondo caldo la regolano esattamen-te. Ciò che importa in tale operazione siè di procurare che 1’ angolo della pie-gatura non si affievolisca di troppo, poi-ché altrimenti accade che la squadra nonattiensi come si conviene alle impostesulle quali si adatta la serratura. Perciòalcuni accostumano piegare dapprima inuna calda l’orlo della piastra in guisa dafarlo poggiare contro il piano di essa,cipè doppiare la cima, poscia rialzarla inun altro caldo e ridurla ad angolo retto.In tal guisa il ferro si calca sull’ angoloche riesce più. grosso e piò robusto.
Non diremo qui come si forino la squa-dra e la feritoia per dare passaggio allastanghetta, non occorrendo in tale ope-razione veruna particolare avvertenza.
Finita la piastra, si fa il ponticello. Se
Chiavaio
gli dà una larghezza alquanto maggioredella lunghezza dell’ingegno della chia-ve, poi piegansi due alie lasciate oltre aquesta larghezza, ad angoli retti o quasitali in due punti. L’ altezza di questealie costituisce la distanza che rimane frail ponticello e la piastra, la quale distan-za dev’essere alquanto maggiore dell’al-tezza dell’ ingegno della chiave , acciòquesta giri liberamente. La lamina ond’àformato il ponticello tiene un’ aperturaabbastanza grande per lasciare libera-mente penetrare la chiave al dissotto diesso.
Nelle serrature comuni non si colle-gano insieme il ponticello e la squadra :abbiamo già osservato come accada benespesso che questa squadra ceda e si dis-giunga dall’imposta, su cui è adattata.Essa deve resistere agli sforzi che si fan-no quando tirasi la serratura dal lato deigangheri dell’imposta, prima che la stan-ghetta sia rientrata. Perdale quindi mag-giore solidità a questa souadra giovereb-be legarla col ponticello, il che alcunifanno tagliando un orlo di quest’ ultimae quello della squadra della piastra inmaniera che si possono unire a coda dirondine. Giungesi però più semplice-mente e con maggior sicurezza allo stes-so scopo facendo il ponticello di tal lun-ghezza da giugnere fino alla squadra pie-gandone la cima ad angolo retto e fis-sando questa con viti o con bullette ri-badite sulla squadra stessa.
Preparata cosi la cassetta della ser-ratura, rimane d’ adattarvi le varie sueparti, cioè la stanghetta, i piegatelii, lemolle, le guide, ec. Incominciasi dal se-gnare sulla piastra il luogo che questeparti devono occuparvi, cominciandodalla stanghetta. Segnasi dapprima conuna linea a quale distanza dal ponticellodeva essere quella faccia della stanghettasu cui sono i gambetti ; e questa distanza