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da ogni sostanza eterogenea, ed i secon-di per la proporzione degli elementi cheli costituiscono, non che per le princi-pali loro proprietà.
Tutte le operazioni delle quali si gio-va il chimico si riducono a semplici ana-lisi e sintesi, cioè ad unire insieme deicorpi, od a ridurre dei composti nei lo-ro elementi.
Le importanti scoperte che si de-vono alla chimica da cinquanta anni,)’ influenza che esercitò questa scienzasulla maggior parte delle arti pei per-fezionamenti recativi, ed il gran nume-ro di utili applicazioni da essa prove-nute rendono quella scienza uno studioindispensabile alla maggior parte degliindustriali. Per alcuni di essi possonoanche ritenersi sufficienti le nozioni chesi possono acquistare nell’ordinario cor-so degli studii ; ma a quelli che si dannoad esercitare le arti chimiche è indispen-sabile la pratica di fare da sè medesimiquelle ricerche onde possono abbisogna-re e di farle nel modo conveniente.In vero male potranno eglino cono-scere la natura delle sostanze da impie-garsi, il loro grado di purezza, o le alte-razioni che esse provano se non hannola pratica di usare i reattivi ed i vari!mezzi suggeriti a tal fine dalla chimica.Siam giunti al punto che quel fabbricato-re il quale volesse dedicarsi alla prepara-zione dei prodotti chimici, od alle artiin cui quelli si adoperano senza esserein caso, di valutare da sè medesimo ilmerito dei metodi che impiega, e quellodelle sostanze sulle quali egli opera, nonpotrebbe sperare di sostenersi ne’ suoilavori, a cagione delle cognizioni più ge-neralmente diffuse fra gl’industriali, mas-sime dappoiché abili scienziati dirigonoun certo numero di stabilimenti, e chele adulterazioni dei prodotti fatte conarte maggiore sono più difficili a ricono-
Chimica
scersi : non si può sperare buon esitoche con una istruzione più fondata.
Non è pertanto necessario che un fab-bricatore divenga un chimico al pari diquello che ha lo solo scopo di coltivarequelle scienza ; ma ei dee principalmentestudiarsi di far uso dei mezzi che la chi-mica pone a di4ui disposizione per av-vantaggiarsi delle ricerche dei dotti, mo-dificare utilmente i suoi metodi, saperlottare contro la gara degli stabilimentidella stessa specie, e guarentirsi cosi dalpericolo di vedersi rumato.
Nei paesi ove l 1 industria fiorisce ab-bondano i mezzi a portata di tutti di a-cquistare queste cognizioni, ma pur trop-po difettano tuttora in que’ luoghi ove,come è pur troppo fra noi, le arti nonhanno seguilo a pari passo i progressidei nostri giorni ; in quest’ ultimo casoegli è più difficile al fabbricatore di pro-curarsi i lumi necessari, ma ad ognimodo le sue fatiche saranno ben com-pensate se vi si applicherà determinata-mente.
Nè qui possiamo a meno di ribattere la,veramente ridicola, proposizione d’ unoscrittore di enfatici manifesti, il quale di-ce non trovarsi tra il elamico c.d il fab-bricatore altro mezzo che vuoto e igno-ranza ., c che la tecnologia, organo chemette in comunicazione colle officine lascienza nacque più che non giovò. Quasinon fosse possibile che un chimico ap-plicando alle arti le sue cognizioni, cioèriunendo in sè anche le cognizioni pra-tiche di tecnologo, le migliorasse, o cheun fabbricatore conoscesse abbastanza lachimica per applicarla a quanto occorreall’ arte sua.
Noi invece diremo a costui che learti non potranno progredire che a len-tissimi passi senza la tecnologia, fino atanfo cioè che il chimico limiterà i suoi[studii al proprio laboratorio, e il fabbrica-