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Tomo XIX. [Supplimento.]
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3of? Combustibile

volatisi per lo più in grandi fosse, ove de-pongono la crusca della sostanza colo-rante ed i resti dei legni da tignere ; que-sti residui separansi accuratamente pernon gettarsi nei canali o nei fiumi coll’a-cqua, e rigorose prescrizioni invigilano atal fine per impedire che queste materieinsozzino le acque ed i canali. Pimontammucchiò questi depositi, li lasciò sec-care per qualche tempo, quindi ne fececaciuole e mattoncelli come si fa dei re-sti de’ conciapelli, e dopo averli seccaliperfettamente gli adoperò per riscaldarele sue caldaie colla maggiore economia.Con 70 cent, di queste caciuole, tutto ilcui prezzo riducesi alla mano d’ opera,ottenne un effetto ugnale a i fr -,8z di tor-ba comune, a fr -,8o di legna e a fr -,i 5 dicarbon fossile. Nella sua fabbrica egli con-suma igo mila di queste caciuole dal cherisulta quale sparmio notabilissimo debbaottenerne.

Un altro combustibile venne propostoda flutter pochi anni addietro, del qua-le inenossi grande rumore. Tuttoché nonsiasene diffusa l’applicazione quanto sem-bravano farlo sperare le concepite spe-ranze, pure crediamo utile di qui par-larne, certo essendo che egli dee dareun calore molto intenso e con una taleregolarità che nessun tornello attualepuò certo dare la simile, senza la meno-ma traccia di fumo,, il quale sa ognunodi quanto disturbo riesca e come benespesso sia la sola-cagione che vieta fon-dare una manifattura in qualche situa-zione per ogni altro riguardo conveuien-tissi ma.

In un fornello tale da potersi chiude-re d’ ogni parte, accendesi il fuoco, co-me all’ordinario, con-carbon fossile, poisi chiude ogni apertura e solo lascinosischiusi al di sopra di esso uno o più im-buti secondo la forma e dimensione delforuellu. In questi imbuti colano da due

Combustibile

vasi acqua e catrame, od altra sostanzabituminosa, oleaginosa, o resinosa liqui-da, in una tal proporzione che più in-nanzi indicheremo ; questi due liquidi simescono colando contemporaneamentesull’imbuto e cadono goccia a goccia nelfornello. Per l’apertura dell’imbuto en-tra pure una certa quantità d’aria atmo-sferica che devesi poter regolare con unregistro 0 altrimenti. Queste sostanze in-trodotte insieme nel fornello si decom-pongono, 1’ acqua fornisce.l’idrogeno, ilcatrame, il carbonio, e la bianchezza edintensità della fiamma sono tali da nonpotersi descrivere.

Quanto alle proporzioni del miscugliol’inventore ottenne buonissimo effett«mescendo una parte di catrame ad Lina emezza di acqua, lasciando cadere nel for-nello 11 litri del miscuglio in 2 a 3 ore.La miglior regola per conoscere le pro-porzioni convenienti del miscuglio è l'os-servare pei fori degli imbuti l’internodel fornello; se l’acqua è troppa, la fiam-ma laVigue o si spegtie ; se il catrame oaltia sostanza è in eccesso, la fiamma èoscurata dal fumo. Questo metodo ven-ne esperimentato con ottiuia riuscita inalcune olficiue della illuminazione a gase sulla barca a vapore il Glasgow . Ilut-ter assicura che dirigendo 1’ operazionecome si conviene, 1 5 libbre di catramedi carbon fossile o di catrame di legnadi Stocko!m,con uguale quantità d’acqua,e a 5 libbre di carbon fossile di Newca-stle diedero Io stesso calore che 1 20 lib-bre di questo carbone medesimo.

Nell’ Inghilterra, ove in molle città ècomunissimo I’ uso dell’ illuminazione agas, Hicks pensò d’applicare la fiamma diquesto alla cucinatura delle vivande.Parràtorse questo uno strano proponimento,certo essendo che a calore uguale il gasdee costare più caro degli altri combu-stibili tutti usati finora, ma non pertanto