382 CONCIMARE
Ora se ogni quintale metrico «li so-stanze alimentari secche metà fieno e me-tà paglia, adoperandosi metà di quest’ ul-tima per letto, dà dieci piedi cubici diletame, i 186 quintali che abbiamo nepiedi cubici
daranno.i,8Go
Ai quali saranno da ag-giogaci si pel sotterramento«Ielle cime e radici del tri-foglio, un terzo del raccol-to, vale a dire 16 quintaliridotti in concime, cioè . • 160
Totale dei concimi prodotti, a,020.
Abbiamo lestè^ vedutoche pei raccolti di granosuitnlientovati il consumo è
di.1,902,23
Rimangono adunque disopravvanzo.117,67 r
Perciò nell’ avvicendamento scelto adesempio per la terra da frumento in qui-slione , supponendo gli animali nutritinella stalla non solo la proiluzionc delconcime sarà sufficiente al consumo, marimarrà inoltre nel suolo dopo 1’ avvi-cendaniento una ricchezza equivalente a1 1 7 pieili cubici per ogni ettaro e capa-ce di dare 216 a 218 chilogrammi digrano. In questo esempio vediamo chele ,6 annate prese insieme diedero 1 8Gquintali metrici di paglia e foraggio, e chenella proporzione di 3 chil. d’ alimential giorno per 100 chilogrammi di bestia-mi, occorrerebbero 1 7 quintali di bestia-mi per cangiare in letame quegli alimen-ti ; vale a dire, per esempio, 6 vacche di285 chilogrammi pesale vive ; 5 vacchedi 34 o, o 4 vacche di 4?5 ; il letame pro-dotto iu tal caso, moltiplicando i 12Gquintali per 2,2 dà 409,20 (pùntali, edAggiugnendovi 3,52 quintali, che stanno
Concimare
pei t G .quintali di foraggio cui calcolimiequivalente il sotterramento delle radicidel trifoglio, trovasi un totale di 444,4°quintali e siccome il raccolto non consu-ma che 418,60 quintali, così rimangonoadunque 25,80 quintali, che a 22 chi-logrammi di concime per 1,870 granirnedi grano, devono produrre ancora 219chilogrammi di grana, o a Un dipresso lastessa quantità che abbiamo indicatoprecedentemente.
Non crediamo che occorra di molti-tiplicare qui esempi dal calcolo del con-sumo e del prodotto dei letami degli sta-bilimenti- rurali , imperocché crediamoche qifanto dicemmo sinora basti a far,conoscere di quanto interèsse sia in unpodere il ben regolare la concimaturadei terreni e come tale quistione sia inti-mamente legata con quelle che riguarda-no il numero d’animali da tiro e da ma-cello che occorrono e il piano di coltiva-zione che torna meglio adottare. Abbiamosupposto, come a principio il dicemmo,che tutte le terre <1’ uno stabilimentofossero arative, e che siasi stati' costrettia scegliere un tale avvicendamento chele terre possano bastare a se stesse, eproducano quella quantità di paglia c diforaggi che occorre, perchè ridotti in le-tame, rendano al suolo quella ricchezzache esso perde producendo successiviraccolti. La cosa non è sempre però aquesto modo e spesso si può procurarsi aprezzo utile dei letamio delle sostanze ali-mentari, la compera dei quali ed i lorovantaggi cangiano le relazioni che devo-no esistere, fra le terre da grano e quel-le da foraggi, e fra la produzione di que-ste terre ed il consumo dei concimi.
Allorché si può procurarsi del conci-me da altri, e quando si conosce la rela-zione «li questi concimi con quello nor-male degli animali bovini nulla v’ ha dipiù facile che tener conto del loro valute