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Tomo XX. [Supplimento.]
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Corso

landò dei metalli quando pel fuoco di-vengono liquidi.

(Giunte veronesi al Voc. della Crusca.)Correre. Nell’arte della caccia dicesi

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chi compiutamente dai lati ; ed allora sidice che la contrarione ha luogo comein una parete sottile. Questo Caso èquello che si incontra più spesso nelle

lasciar correre l’atto di sciogliere i.jotìv.ine, e verificasi ogni qual volta labracchi per slanciarli dietro all’ animalejpiù piccola dimensione dell’ orifizio non

inseguito. (Bai.dinucci.)

CORRIDOIO. Andito sopra le fab-briche per andare dall’ una parte all’ al-tra. (Voc. della Crusca.)

Corridoio, dicesi dai marinai un pas-saggio angusto tra gli scompartimenti in-feriori di una nave, come il corridoio delmagazzino della polvere e simili.

(Stratico.)

CORRISPONSALE. Chi è recipro-camente mallevadore in solido con altri(Alberti.)

CORRIVAZIONE, dicono gl’idrauli-ci il concorrere delle acque in un alveo.

(G. P. Bergantini.)

CORSO delle acque. Tale e tanta siè l’importanza di questo argomento neil’industria che nulla di quanto lo ri-guarda sarebbe da omettersi in un’operaqual’ è la presente ; se non che d’altron-de occorrerebbero interi volumi a convenientemente trattarlo in ogni sua par-te. Per conciliare però, in quanto è pos-sibile, la importanza della cosa coi limitiche ci sono prefissi, ci limiteremo a darequi una serie di formule e di regole il-lustrate con esempii per tutti quei casiche più sovente s’incontrano nelle pra-tiche delle Arti.

Dell 1 effondimento d’ acqua ciie si, fa

n» UN SECONDO PER UN ORIFIZIO. '

Nel farci a considerare l’effondimentodell’acqua per un orifizio si hanno a di-stinguere due casi facili per lo più a ri-conoscersi dalla sola ispezione :

*• Quello in qui la parete è abbastan-* a sottile, relativamente alle dimensioni1 eli orifizio,perchè la vena Illùda si stue-Hnppl. Diz. Tecn. T. VI.

è minore della grossezza della parete odell’apertura per la quale scorre l’acqua,e questa non è maggiore di o, m o 5 ao, m o6.

2. 0 Quello in cui la parete avendouna grossezza per lo meno uguale aduna volta e mezza la minore dimensionedell’ orifizio i fascetli del fluido avvici-nanti alle pareti e le seguono, di manie-ra che esternamente sembrano muoversiparalelli a queste pareti. Questo è quel-lo che succede specialmente quandoprolungasi il foro con un tubo addizio-nale. Siccome il fluido che esce sembraempire pienamente il tubo, così alloradicesi che scorre a sgorgo.

I. Velocità media con cui scorre l’a-cqua DA UN ORIFIZIO NEL PRIMO CASO. Nelprimo caso, se lo scorrimento succedeall’aria libera, la velocità media d’uscitadell’acqua per un orifizio di piccole di-mensioni relativamente a quelle del ser-batoio ed il carico dell’acqua sul mez-zo di esso è sensibilmente uguale allavelocità dovuta all' altezza di questocarico. Per conseguenza chiamando IIil carico sul mezzo del foro, V la velo-cità media di scorrimento dell’ acqua,g— 9™,8088 la velocità che la gravitàimprime ai corpi pesanti alla fine delprimo secondo della loro caduta, si avrà

:V 2 gli .

Questa relazione è conosciuta col no-me di formula del Torricelli, ed equiva-le alla regola seguente :

Moltiplicare l’altezza dell' acqua aidi sopra del centro dell ’ orifizio per