Cristallizzazione
corpo contenutovi si solidifica dall’ester-no al centro ; e quando credesi che siasiformato uno strato sufficientemente gros-so, si rompe in un punto la crosta, 3 sicapovolge il crogiuolo, perchè ne scolitutta la parte liquida ; rimanendo cosìuna geode smaltata di cristalli.
Cristallizzazione dei corpi gassosi.Quando un corpo ridotto in vapo,re sicondensa lentamente allo stato solido en-tro a storte o in qualsiasi altro apparec-chio distillatorio o sublimatorio. le par-ticelle sono suscettive di prendere unadisposizione regolare ; e ciò avviene'al-1' arsenico, all’acido arsenioso, allo zolfo,ec., riscaldandoli in storte o in matraccidi vetro.
CaiSTALLIZZ IZIONE DEI CORPI DISCIOLTIIN UN LIQUIDO.
I
I corpi cristallizzano non solo quan-do sono nalfe precedenti circostanze,ma anche in tutte quelle in cui, dopoessere stati disciolti in un liquido accadeche per una causa qualunque la lorocoesione, vincendo 1’ azione del dissol-vente, li faccia passare lentamente allostato solido. I corpi disciolti possono cri-stallizzare per evaporazione del loro dis-solvente, per abbassamento di tempera-tura e per 1’ azione protratta della solacoesione.
Cristallizzazione per evaporamento.Più lentamente ed uniformemente si e-vapora un liquido, maggiori in generalesono le circostanze che agevolano lacristallizzazione. Imperciò osservasi che»n acqua saturata, sotto la temperatu-ra ordinaria di nitrato di barite, di ni-hato di stronziana, d’allume, ec., quan-do è lasciata all’aria libera, dà cristallimolto più regolari e di maggior vo-lume di quelli che si potrebbero avere*sponendo il medesimo liquido ad una
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temperatura di 5 o a 80 gradi. Lascian-do in una dissoluzione, che si evaporispontaneamente, pochi cristalli scelti tra’più regolari che siansi dapprima prodot-ti ; rivoltandoli a ogni tratto’perchè ab-biano un accrescimento uguale e uni-forme su tutte le loro facce, e allorchésiano giunti ad un dato volume, rimet-tendoli in nuove soluzioni al medesimagrado di saturazione dell’altra, giuguesiad ottenere bellissimi cristalli . Intor-no a questo metodo vedasi la Cristallo -tecnia del Leblanc inventore di esso.
Ove accadesse che i corpi discioltiesercitassero sul loro dissolvente un’azio-ne di tal forza, da impedire a questo chesi evaporasse all’ aria libera, farebbe dimestieri esporre la dissoluzione al calo-re d’una stufa, e se avvenisse che un talmezzo riuscisse insufficiente, converreb-be, per cristallizzare i corpi, discioglierliin un altro liquido, sul quale abbianoun’azione minore. Quindi è che i salideliquescentissimi, che hanno più affini-tà per l’acqua che per l’alcoole, cristal-lizzano più facilmente nel secondo chenel primo di questi liquidi. V’ ha unmezzo ingegnosissimo per far cristalliz-zare colla evaporazione i coi pi discioltiin piccolissima quautità nell’acqua, e tul-tavolta soggetti a provare dei cambia-menti all’atmosfera. Uh tal mezzo consi-ste nel versare la dissoluzione di questicorpi in un piattino collocato sotto unacampana che posi sopra un bagno dimercurio e sotto al quale sianvi dei pez-zetti di calce caustica o altro piattinocontenente dell’ acido solforico concen-trato. Se la materia esperimentata fossealterabile dall’ossigeno sarebbe ben fattoempire la campana di gas azoto, primad’ introdurvi la dissoluzione ; se lo fossadall’acido carbonico, si potrebbe intro-durre nell’aria, contenuta sotto la cam-pana un poca, d’acqua di potassa.