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Tomo XX. [Supplimento.]
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Crogiuolo

(lesi allora come ammaccala e fragile neipunti cristallizzali, al qual difetto peraltro si può rimediare battendo col mar-tello l’argento.

Crogiuoli di ferro o di ghisa. Resi-sistono questi abbastanza bene al calore,ma l’azione riunita dell’aria e del fuocoli altera ben presto ossidandoli. Le so-stanze saline li intaccano; alcuni metallisi combinano col ferro ; le terre ne ri-mangono colorate, e per tutte queste ra-gioni sono di un uso assai limitato..

Crogiuoli di porcellana. Servono po-co, tranne quelli che sono piccolissimi esottilissimi. E difficile riscaldare i cro-giuoli grandi con bastante precauzioneperchè non si fendano, e ciò accade quasiinfallibilmente quando si raffreddano. Sifabbricano a Berlino dei crogiuoli diporcellana piccolissimi e sottili, della te-nuta di circa un’oncia di acqua. Si pos-sono usare in molte occasioni, e special-mente per arroventare gli ossidi metallicichea contatto col platino si ripristinanofacilmente, per fondere gli ossidi metallicicolle solfobasi, ec.

Crogiuoli di grafite e di piombag-gine, Si fanno con queste sostanze deicrogiuoli che resistono perfettamente alcalore ed ai rapidi cangiamenti di tem-peratura. Costano assai più di quelli di•argilla, dei quali parleremo più innanzi,ma resistono assai meglio al fuoco, non sifendono così facilmente e durano più afungo. Quando hanno servito per moltotempo, il carbonio della piombaggine ai-fu loro superficie si abbrucia, e diven-gono rossastri, senza per altro che lapiombaggine del loro interno venga di-strutta. La loro natura li rende inetti afondervi quelle sostanze che voglionsimantenere ossidate, poiché il carbonec fie la parte della loro composizione pro-duireLbe l’effetto contrario, a meno chenon si intonacassero internamente d’uno

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strato di terra refrattaria che impedisseil contatto. Non possono neppure servi-re alla fusione delle sostanze saline, im-perciocché sono da queste facilmentepenetrati a motivo della loro grande po-rosità. L’uso più esteso di essi è per lafusione dei metalli. Questa sorte di cro-giuoli fabbricansi a Passavia in Baviera con un miscuglio di argilla ferruginosa edi grafite, composta di 4g disilice, 14-7d’allumina, i di magnesia, 8,2 di ossidodi ferro, 33,9 di carbone, i di acqua ebitume. Mesconsi 3 a 4 pm' 1 i di questamateria in istato naturale con una di ar-gilla refrattaria e si modella il compostodella forma conveniente. Se ne trovanoin commercio di varie grandezze indica-te da un numero posto al fondo di essi.Sono di l'orma rotonda verso il fondo etriangolare alla bocca in quella guisa chevedesi nella fig. 8. In alcune circostanzela composizione di questi crogiuoli è di-versa essendosene trovati alla Zecca utParigi di quelli che non contenevano gra-fite, ma una sostanza che sembrava es-sere del mica: la quantità di grafite checontengono è anch’essa assai varia, essen-dosi veduti talvolta di questi crogiuolidare una viva deflagrazione col nitro.

Crogiuoli di argilla refrattaria. Tut-te queste specie di crogiuoli si fannocon terre refrattarie mesciute in maggio-re o minore proporzione con sostanzeche non possono fondersi e che non siristringono col calore ; questo cementosuol essere sabbia quarzosa, silice in pol-vere, argilla calcinata, o coke che si in-troducono nella pasta in frammenti piùo meno grossolani o in polvere secondola loro finezza ed in proporzione adat-tata alla porosità che può lasciarsi sen-za inconveniente al crogiuolo: l'argillacotta è meno vantaggiosa della sabbiaperciò che è ancora suscettibile di ristri-gnersi-col calore.