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Tomo XX. [Supplimento.]
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?i g 8 Dente

maniera di segnare i denti risulta peròche i successivi contatti di essi hannoluogo sulle circonferenze degli uni o de-gli altri secondo che è conduttrice l’unao l’altra ruota : per conseguenza se gliassi delle due ruote si scostano menoma-mente dalla esatta distanza che si ebbea norma nel segnare questi denti, il con-tatto non ha più luogo sulle circonferen-ze e si perdono tutti i vantaggi delle su-perficie epicicloidali. Osserviamo inoltreche, siccome il braccio di leva sul qualeagisce la forza varia secondo la posizio-ne del dente, così la pressione, e perconseguenza l’attrito, non sono costanti;i denti logoratisi inugualmenle e perconseguenza perdono interamente la loroforma.

Allorquando si abbiano rocchetti dipiccolo diametro i quali sostengano gran-de fatica avviene bene spesso che riesco-no troppo sottili alla cima, ed in talcaso converrà modificare conveniente-mente la loro forma. Se l’ingranaggiotosse interno, vale a dire che la ruotapiù piccola fosse posta nella più grande,i denti segnansi alla stessa guisa eccetlo-chè le due epicicloidi che formano laparte in contatto dei denti sono tutteinterne quando la gran ruota è quellache dee condurre la piccola ; e vicever-sa sono tutte due esterne e formano laparte sfregante dei denti quando è laruota piccola che conduce la grande.

Denti a evolvente. Siano A e 11 lig. idella Tav. XXVI delle A, li meccani-che i due circoli primitivi \ a e b i lorocentri : pel punto o ove i due circolisono tangenti conducesi una linea qua-lunque inn, e dai punti ab calansi su que-sta linea le perpendicolari tip, bq ; e,prendendo la lunghezza di queste per-pendicolari per raggi, si descrivono i cir-coli A' e B'. Egli è facile dimostrare chele circonferenze di (presti circoli hanno

Dente

fra loro la stessa relazione che ì circoliprimitivi, attesa la somiglianza dei duetriangoli oap, abq. Ravvolgasi ora suc-cessivamente la linea mn sui circoli A 1 eB'ed il punto o descriverà le due evol-venti E ed E' che si hanno a prendereper curve dei denti.

Dal modo stesso come si sono segna-te queste curve si vede che il contattosuccessivo dei denti si farà sempre sullalinea retta mn, e che essi trasmettono ilmovimento alle ruote nella stessa manieracome se questa linea, che è tangente delpari a lutti e due i circoli primitivi, fos-se fissata a ciascuno di essi e si ravvolges-se sull'uno mentre si svolgesse dall’altro.Partendo dal punto o portasi la grossez-za dei denti o sui circoli primitivi AeB,o sulla tangente mn , secondo che calco-laronsi le loro dimensioni per contarlesulle circonferenze dei circoli A e B osu quelle degli altri A 1 e B’. Finalmenteterminansi i denti alla lunghezza conve-niente con circoli, alla stessa guisa cheper quelli epicicloidali.

Abbiamo detto di fare la linea mn inuna direzione qualunque, dal che neviene che i denti potrebbero avere unaforma non conveniente riuscendo trop-po appuntiti o troppo convessi, ed èquindi un leggero inconveniente nel dise-gno di questi denti quello di essere spessoobbligati di cercare ripetutamente e a ten-toni prima di trovare quale abbia ad esse-re la direzione di questa linea, perchè nerisulti una forma di denti solidi e di la-cile esecuzione. D’ altra parte però inalcuni casi è assai utile di poter sceglie-re la forma dei denti secondo le circo-stanze particolari ; così, per esempio, sipuò in tal guisa evitare pei denti di legnola forma schiacciala,la quale riesce nocivaperciò che siccome le fibre di quella so-stanza devono esser paralelle alla direzio-ne del raggio delle ruote, così in tal caso