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metodo esalto per segnare i denti delleruote ad angolo, ma non viene adoperatao perchè non se lo conosce, o a motivodel disegno fatto dietro le regole dellageometria descrittiva che occorre; quantunque per le evolventi sferiche questodisegno sia molto semplice.
Ecco il metodo seguito più generalmen-te ; terminansi le circonferenze delle ruoteziGhH, «HKs, dal lato opposto ai coniprimitivi, con altre superficie conichevCDn, uEFs, i cui vertici sono sugli assiin x' e y\ e le cui generatrici sono per-pendicolari a quelle dei coni primitivi, dimaniera che in u questi due coni avreb-ro un piano tangente comune. Appli-catisi sulla superficie di questi coni lesacome delle curve dei denti i cui fianchisono generati da linee rette che vanno daqueste sacome al vertice comune o. Il pro-filo della curva d’ogni dente non occupan-do su questi coni che assai poco spazio,non vi sarebbe che un errore tanto leg-gero da poteriosi trascurare, consideran-do le porzioni delle superficie conichecorrispondenti ad ogni dente come con-fondentisi col piano tangente al puntoove ha luogo il contatto : dietro a taleosservazione il problema riducesi al di-segno d’un ingranaggio piano, i cui cir-coli primitivi avessero per raggio quellodegli spigoli ux e uy dei coni, poiché sesi sviluppano i coni su questo piano tan-gente, le circonferenze vA.it, 11B1 verran-no a porsi sopra una certa porzione del-la circonferenza di questi circoli; su que-sta porzione di circonferenza si segne-ranno i denti a epicicloide o ad evol-vente, nel modo che abbiamo indicato ;si taglieranno poscia su di una laminaflessibile le curve dei denti, e si ravvol-gerà questa lamina intorno ai coni chedevonsi sviluppare. Allora la esecuzionedei denti diverrà facile ; potrebbersi an-che preparare alla medesima guisa nuo-
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ve sacome sviluppate per le superficieconiche Gx’II, Hy'K che terminanole basi dal lato del punto o ove s’incon-trano gli assi, e le cui generatrici sonoparalelle a quelle dei coni primitivi. Ap-poggiando un regolo sui punti corrispon-denti di queste due sacome, si potrannoeseguire i fianchi dei denti con ugualefacilità che pegli ingranaggi cilindrici.
I denti delle piccole ruote sono perlo più della stessa materia onde sonoformate le ruote stesse e si taglianoe si fondano, cioè riduconsi alla formache loro meglio conviensi, con macchi-ne simili a quelle che abbiamo descrit-te all’ articolo dentatura. Nelle grandiruote i denti sono ordinariamente dilegno o di ghisa , ed in generale perdiminuire 1 ’ attrito, una delle ruote tie-ne denti di ghisa e 1 ’ altra di legno,essendosi ammesso in meccanica che l’at-trito sia minore fra due sostanze di-verse che fra due pezzi della stessa so-stanza, benché alcune recenti osserva-zioni sembrino provare che la cosa nonsia veramente così, e che l’attrito sia iden-tico, sieno o no della stessa natura i duecorpi sfreganti. Quando i denti sono dighisa, vengono essi gettati d’un solo pezzoinsieme coi quarti o cercini della ruota,e secondo che devono agire su denti dilegno o di ghisa, conviene polirli levan-do loro una certa grossezza o sempli-cemente levarvi le sbavature. Supponia-mo che abbiasi a fare una ruota a dentidi ghisa la quale ingrani con un’ altra adenti di legno ; in tal caso nel fare ilmodello converrà lasciare ai denti unalinea di grossezza in eccesso. Quandola ruota è fusa se la pone esattamen-te in centro sopra un asse e si diriz-zano sul tornio le teste dei denti do-po di che vi si segna sopra la oirconfe-enza primitiva sulla quale si fa la divi-sione dei punti che indicano le linee