Devethificazione
lentamente, se è obbligato a riscaldare apiù riprese il vetro che vuole soiliare, lamassa si devetrifica ancora, c tutti i feno-meni che abbiamo descritti, si manife-stano. Invano tenterebbe egli «li soiliareuna bolla ; tutta la forza de’ suoi polmo-ni sarebbe insufficiente, poiché il vetronon è più duttile abbastanza. D’altrondela sostanza diviene allora rugosa, semi-opaca, e quasi infusibile.
Si vede pegli stessi principi quantoimporli di scegliere con cura i vetri chesi destinano a fornire delle masse volu-minose e grosse, quali sono quelle desti-nate alla fabbricazione delle lenti neces-sarie pei grandi strumenti d’ottica.
Il raffreddamento di simili masse ènecessariamente lentissimo, il che produ-ce la devetrificazione del vetro.
Non si può adunque usare a quell’uopoche il vetro a base di piombo e di potassaod il vetro a base di potassa e di calce.Laonde queste due specie dj vetro, checostituiscono il flint ed il czow», vengo-no impiegati esclusivamente nella fab-bricazione degli obbiettivi pei telescopiastronomici,
La devetrificazione dei vetri è dunqueun fenomeno del maggiore interesse, esul quale l’attenzione dei fabbricatori divetro dee essere sempre rivolta. Sembre-rà ancora più degna d’attenzione quan-do faremo osservare che in ragione dellesue proprietà, il vetro devetrificato puòsupplire alla porcellana in quasi tutti isuoi usi. Pei bisogni della Chimica sipossono dunque fare tubi, storte, pahioni e capsule che resistano al fuocouon meno facilmente dei vasi di por-cellana, che sieno poco permeabili quan-te il vetro ordinario, che resistano as-sai bene agli acidi, e che in fine pos-sano ottenersi di un solo pezzo sottolidie forme variate elle difficilmente siutterrebbcro colla porcellana. Questa è
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una industria «la crearsi ancora, che sa-rebbe assai importante poiché potrebbefornire dei vasi salubri, eleganti e di[loca spesa.
D’Arcet, al quale’ tanti rami d’indu-stria debbono i più felici risultamene,non ha trascuralo questo ramo. Egli halalto col vetro da bottigde devetrifica-to, cammei, piastrelle per addobbare lestanze, piastre da macinare colori, ce-menti e pietre colorate per musaici, lecui preziose proprietà vei ranno prestoo tardi apprezzate. Se un fabbricato-re esperto erigesse una manifattura diquesto genere colla dovuta diligenza,potrebbe esser certo di ricavarne buonprofitto,
Esaminiamo ora questo fenomeno piùminutamente. Per ottenere la ileveti Uma-zione del vetro,Reaumur sceglieva il vetroda bottiglie comune od il vetro verde. Egliriempiva i vasi di un miscuglio di gessocalcinato e di sabbia bianca ridotta assailina ; li introduceva in uua cassa di ter-ra che trovavasi aneli’ essa ripiena di unsimile miscuglio, avenilo cura che i vasifossero isolati e non toccassero rieinme^no la parete della cassa ; lo spazio vuotoera occupato dalla sabbia e dal gesso.La cassa preparata in tal modo, munitad’un coperchio e lutata, veniva introdot-ta in una fornace da terraglia, e abban-donatavi per tutta la durata di una cot-ta. A capo di questo tempo il vetro ve-niva devetrificato intieramente.
La frattura di questo vetro è seiosa,e quando la si esamina con attenzione,ci mostra in qual modo si è operatoil fenomeno. In fatti, precisamente nelmezzo della sua grossezza, il Tetro pre-senta una linea bruna, e su questa si riu-niscono una quantità di piccoli aghi cri-stallini die partono dalla superficie e-slerna ed interna «lei vaso. Questi aghi,perfettamente paraielli tra loro, sono