ija4 Diamante
laterale delle facce del diamante alla su-perficie del vetro sono differenti secon-do il grado di questa inuguaglianza. Sela differenza fra le inclinazioni è assaipiccola , il vetro può ancora tagliarsinetto ; ma siccome allora il piano dellafenditura non è perpendicolare alla su-perficie del vetro, così la sezione o frat-tura susseguente serba la stessa obbli-quilà; ma quando si prova di tagliaresotto una inclinazione che si allontanimaggiormente dalla perpendicolare allasuperficie del vetro, trovasi questo ad-dentellato dal lato ove si fa la pressionemaggiore, nè vi ha taglio di sorta.
Si potrebbe credere che la debolezzadel vetro nella parte rigata del diamantefosse quella che determinasse la direzio-ne della rottura; ma il fondo di questosolco ha una grande larghezza quandolo si paragona con una fenditura ordina-ria. In uno dei casi, la forza che deerompere il vetro si stende sopra unospazio di qualche estensione e può esse-re facilmente deviata ; nell’altro, essa èsuccessivamente applicata ai diversi pun-ti della linea matematica, che forma ilfondo della fenditura, e segue semprela stessa direzione a motivo della facilitàcolla quale 1’ adesione delle parti vienedistrutta.
La profondità alla quale penetra lafenditura prodotta dal diamante sembrache non oltrepassi y~ . r — - .di pollice; Wol-laston si è assicurato che si può totalmen-te cangiare la direzione della fratturain tale o tal altro punto della linea diedoveva seguire spianando una parte del-la superficie; e, secondo una media trapiù esperienze, questa operazione nonaveva diminuito la grossezza del vetrodi oltre - di pollice.
La forma dello spigolo del diamanteessendo la causa principale degli effettiche esso produce, anche altri minerali
dotati di sufficiente dorema potrebberopresentare analoghi risultamenti, quandosi rendessero i loro spigoli un poco cur-vi. Wollaston avendo dato questa for-ma ad un zaffiro , ad un rubino spi-nello, ad un frammento di cristallo dirocca, e ad alcuni altii corpi, trovò checiascuno di essi conservava per un tem-po più o meno lungo la proprietà di for-mare nel vetro delle fenditure più o menonette. Sembra assai probabile che la du-rata singolare dell’ azione dei diamantitaglienti nasca dall’ essere la durezzamaggiore nella direzione degli angolinaturali di questo cristallo che in qua-lunque altro verso. Si osserva in fatti inalcuni cristalli facili a tagliarsi in diversilati, che hanno diversi gradi di durez-za secondo la direzione delle facce.
I diamanti adunque più atti a tagliareil vetro sono quelli ottaedrici, deformati,schiacciati ; un solo spigolo curvo e ta-gliente basta a quest’uopo. Scelto così ildiamante se lo adatta in un piccolo pa-ralellopipedo di metallo incastonandoce-lo solidamente. Lo spigolo tagliente deedisporsi nel verso della lunghezza di que-sto paralellopipedo cominciando al dirit-to della sua superficie, ad innalzarsi sen-sibilmente al di sopra di essa, andandoverso i due spigoli laterali. Sulla facciadi questo paralellopipedo, opposta a quel-la ove è il diamante, si adatta un piccolomanico. Il diamante disposto in questamaniera non può tagliare che in una soladirezione, cioè andando dalla parte piuvicina al metallo a quella che ne è piùlontana. Tutti i diamanti che adopranoi vetrai non hanno questa forma, ma sidevono scegliere quelli che maggiormen-te vi si avvicinano. I diamanti lavorati afaccie curve possono tagliare benissimoil vetro e se il loro spigolo tagliente fossedisposto nel Iato di uno spigolo natu-rale durerebbero molto più a lungo.