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Tomo XX. [Supplimento.]
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DILATAZIONE

La maniera di conoscere la dilalazio- <ne dei liquidi è assai semplice bastando iriempiere con essi un tubo da termo- ]metro comune, di cui si conosca la scala :pel mercurio e fare il confronto colle di-latazioni che provano esponendoli aglistessi gradi di temperatura.

Eguali quantità di calore applicate ailiquidi non cagionano in tutti uguali gradidi dilatazione, locchè può facilmente co-noscersi applicando il calore di una lam-pana ad alcoole ad lin liquido contenutoin un bulbo di termometro, il tubo delquale sia diviso in parti uguali. Osserva-tosi il numero di divisioni che il liquidopercorre net primi cinque minuti si ve-drà che lo stesso calore applicato peraltri cinque minuti produce una dilata-zione maggiore e che quindi il liquidopercorrerà nel tubo un numero più gran-de di divisioni nel secondo periodo chenel primo. Continuando ad applicare il

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calore l’effetto prodotto andrà semprecrescendo fino a che il liquido giunga alpunto deU’ebollizione. Ad ispiegare que-sto fatto si disse che le particelle delfluido sono legate da una certa forzacoesiva o di attrazione, la quale resisteagli effetti espansivi del calore; la primaporzione di calore applicatasi avendoquindi à vincere una maggior forza diquesta resistenza produce effetti minori ;le quantità successive trovando sempreminor resistenza i gradi dell’espansionesono maggiori. Le irregolarità nella dila-tazione del mercurio sono minori cheper qualsiasi altro liquido.

Delue stabilì la dilatazione relativa di

■ varii liquidi ponendoli in tubi di termo-

■ metro ed i risultamenti di queste suei esperienze vennero raccolti in una lavo-. la che qui riporteremo, aggiungendovi i: risultamenti di simili esperienze fattesiI da Gay-Lussac.