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Tomo XX. [Supplimento.]
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tjèb Direzione

cui intendono dirigersi. Che le cor-renti del vento variino ad altezze diver-se pare indubbiamente risultare dalleosservazioni di tutti quelli che con piùfrequenza e buon esito diedersi a sif-fatto genere di esperimenti. Così Greendichiarò pubblicamente essersi egli con-vinto come in Inghilterra ad una certaaltezza regni costantemente un ventonord ovest, e che in generale le correntid’ aria sovrapposte prendono direzionicontrarie ; una prova che questa suaopinione non era infondata si ebbe nelviaggio fatto da esso il 7 novembre1 83 G, nel quale, avendo prima di parti-re dichiarato di voler recarsi da Londra a Brusselles, arrivò a Coblenza ^ il chemostra essere il suo pallone passato aldi sopra di Brusselles che trovasi nellamedesima linea, cioè aver egli dì fattoseguita la direzione che si era proposto»Nell’ ascensione fatta dalla Graham incompagnia del Duca di Brunswick , chepoco njancò di riuscir fatale alla prima,ossorvaronsi pure queste diverse cor-renti, il passaggio dall’una all’altra dellequali faceva girare il pallone intorno asè stesso. Egli è quindi evidente che sein fatto sussistono queste correnti, e seavvi, come è probabile, una regolarerelazione fra esse, facile sarebbe viag-giare nell’aria in quella direzione che sivolesse solo ohe il pallone aerostatico po-tesse facilmente tenersi ad altezza costan-te. Per quest’ultimo effetto pare a noi, se1’ amore delle proprie cose non ci‘illude,che possa tornare assai utile uno stru-mento da noi imagina-to e che descrive-remo alla parola i.imitvtore della salita,il quale senza alcuna cura dell’aeronau-ta impedisce al pallone di oltrepassarequel limite d’ altezza che vuole.

Ecco dunque per queste correnti, oveesse corrispondano alle concepite spe-ranze, ridotti gli aerostati alle condizioni

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d’una nave che possa cercarsi a propriotalento un vento propizio. Non resteràallora più se non che studiare il mododi deviare più o meno dalla diretta lineadel vento, imperocché per quanto si vo-glia supporre variabili queste correnti,può però facilmente avvenire che nonse ne trovi nessuna, la quale conducadirettamente al punto preciso che è me-ta del proprio viaggio, od ancora chequella corrente che più sarebbe oppor-tuna si trovi a tale altezza da riusciredi grande incomodo a segno che le sipreferisca un’altra tuttoché meno diret-ta. Lo studio però di deviare alquantodalla linea del vento è, come facilmentesi Vede, di una ben minore difficoltà chequello di andare contro al vento medessi-mo od attraverso di esso, e formò l’oc-cupazione di varii aeronauti. Quelli chemeglio si apposero partirono dal confron-to del globo che nuota nell’atmosfera conuna barca che galleggi sull’ acqua. In-sorsero per altro oppositori, i quali tro-var volevano una differenza fondata sul-l’appoggio che presenta l'acqua al fondoed ai fianchi delle barche contro la spintache tende a muoverle, appoggio onde ipalloni difettano. Questa opposizione,perquanto apparisca a primo aspetto impo-nente, non è però tale, come si vedrà, seponderatamente si prenda ad esaminar-la. Di fatto, perchè regga il paragone fragli aerostati e le barche non bisogna con-siderare quest’ ultime mosse dal vento,essendo ailora verissimo eh’è loro neces-sario 1" appoggio d’un liquido più densoquale si è l’acqua per poterne facilmenteregolare la direzione. Consideriamo in-vece però una barca mossa senza aiutoveruno dell’ aria dalla sola corrente del-l’acqua medesima, e vedremo esser que-sta nelle medesime circostanze del globo,tanto se sarà interamente sommersa,comele navi sotto marine, quanto se lo sarà |