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Tomo XX. [Supplimento.]
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Diseccamelo

per conoscere i luoghi più bassi, poichése questi sono lontani gli uni dagli altri,mostreranno il bisogno di aprire tantipozzi quanti essi sono, a fine dt evitarelo scavo di grandi fossi per fare chiavi-che q canali sotterranei che abbiano araccorre tutte le acque della superficie.Converrà approfittarsi di un anno di sic-cità e della buona stagione per nonesporsi ad essere obbligati di sospenderei lavori per varii mesi.

Stabilitosi colla livellazione il sitoove devonsi collocare gli smaltitoi, si farànel luogo di uno di essi una trivellaturadi esplorazione, se non si conosce la na-tura o la composizione del fondo delsuolo, il che si può solitamente esplo-rare negli scavi fattisi pei fossi o neideclivii. Conosciuta esattamente la na-tura del suolo, si comincia la foratura delpozzo con una apertura di 5 a 6 metri,secondo la natura del suolo da seccarsio la distanza da uno smaltitoio ad unaltro, e si avanza rapidamente lo scavoa scaglioni spirali intorno al cono od im-buto, sostenendo le terre con pali e ramid’alberi, o con tavole. Se, malgrado que-ste guerniture, temonsi crollamenti diterre si dà alla scarpa o spandimento delcono un angolo di 5o a fio gradi. Laprofondità del pozzo dipende dalla na-tura del suolo, potendo essere di 5 a 4metri soltanto o invece giugnere a 5 o6 ed anche più. Talvolta trovansi sottole crete a uno o due metri strati duri epietrosi sui quali si arresta la foratura,ma più spesso le crete ed argille sonogrosse varii metri ed allora conviene sca-varle interamente per formare il conotronco al fondo del quale mettonsi gros-se pietre greggie circolarmente, lasciandoira loro degl 1 intervalli nei quali cac-ciatisi a forza altre pietre irregolari, chele tengano fitte, lasciando però de 1 vuotiod interstizi! pel passaggio dell’ acqua.

Suppl. Dii. Tecn. T. VI,

X

Diseccamelo

In nfancanza di pietre gettansi nel fon-do dello smaltitoio vecchii alberi, comequerele, olmi, alni, salici o simili cohfascinaggi.

Nel centro del cono si fa una trivel-latura profonda 5 a 6 metri, fino a chesi giunga a qualche terreno permeabilee ponesi nel foro un tubo di legno d’al-no, o d’ olmo o di quercia, la cui aper-tura oltrepassi il circolo di pietre o ditronchi d’albero di alcuni decimetri, l’e^evitare che il tubo si ostruisca, vi si so-vrappongono alcuni spini e su questiuna pietra piana le cui cime poggino sutre o quattro pietre poste intorno deltubo. Riempiesi poscia tutto il cono dellosmaltitoio con pietre ammucchiate in e-golarmente o con fascinaggi fino a circaun metro dalla superficie della terra.

Se allorquando si è giunti alla pro-fondità di alcuni metri nello scavo «Iellecrete l'abbondanza dell’ acqua non per-mette che si continui ad approfondare ilcono, si dovrà affrettarsi a porre nelcentro il tubo per la trivellatura, poscia,come dicemmo, riempire tosto con pie-tre irregolari gettate alla rinfusa o confascinaggi il cono dello smaltitoio, e far-ne la trivellatura dentro del tubo.

Scavansi nella circonferenza varii fossi,più o meno secondo la estensione delsuolo da asciugarsi, facendoli profondi !a 2 metri, e guarnendoli al loro sbocconello smaltitoio di pietre greggie o dirami e fascinaggi che si coprono di em-brici o di pietre piane. Finalmente pri-ma di coprire i fossi, in mancanza dipietre, mettonsi rami, fascine o piote, aldi sopra dei canali e livellasi il tutto conterra affinchè le vetture e l’aratro vipossano passare sopra in ogni verso. Ipozzi o smaltitoi possono anche lasciarsiaperti, ma gli accidenti che spesso succe-dono pegli uomini e pei bestiami che vicadono, rendono prudente di chiuderli.

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