Doratura
tori francesi di bronzi dorati, per nomaRavrio mise a disposizione dell'Accade-mia delle Scienze un legato di 3ooo fran-chi, il quale dovesse essere dato in pre-mio a quello che trovasse il modo diguarentire i doratori dagli accidenti cuisono esposti. Questo premio venne ri-portato da D'Arcet, il quale dopo avervisitate le officine ed avere ivi, come di-ce egli stesso nella sua eccellente Me-moria Sull'arte di dorare il bronzo, mi-surata la grandezza del male, riconobbedoversi questo attribuire pressoché in-teramente alla assoluta mancanza deimezzi atti a produrre nel cammino unaforte corrente che vi conduca tutti i va-pori mercuriali e sostituisca un’aria fre-sca, rinnovata incessantemente all’atmo-sfera insalubre ove fino allora vivevanoe perivano gli operai. Sembra strano cheun metodo così semplice e di poco di-spendio non fosse stato imaginato grantempo prima, e meno ancora si possonocomprendere le difficoltà che si oppose-ro all’ introduzione di questo metodonelle officine, e la negligenza che si haancora oggidì nell’adottarlo, quantunqueI efficacia di esso siasi pienamente di-mostrala vera coll’ esperienza, quandovenne convenientemente adottato.
Ecco il riassunto delle indicazioni da-te dal D'Arcet, le quali crediamo tantopiù meritevoli di essere conosciute inquanto che sono applicabili a tutte quel-le officine ove si fanno preparazioni chi-miche o metallurgiche dalle quali posso-no svolgersi vapori nocivi alla salute de-gli operai. La ventilazione dei teatri equella delle miniere , degli anfiteatrianatomici e degli edifizii in generale sifondano su prinnipii analoghi a quelli chestiamo per esporre ( V. quelle parole e
VENTI RAZIONE ).
Il doratore che vuole erigere una offi-cina dee scegliersi possibilmente un lo-
cale di sufficiente grandezza, esposto aljsettentrione, ben ventilato ed assai chia-ro. Il cammino dell’officina deve esseremolto largo, alto 5 a 6 metri, nè dee ri-cevere in tutta la sua altezza verun altrotubo di stufa o di cammino, servendoesclusivamente per l’officina. Trattasiallora di fare in modo che vi abbia sem-pre una corrente, e che questa si possarendere più o meno rapida secondo cheoccorre. All’articolo cammino può vedersiessere la corrente l’effetto che si produ-ce per l’ascesa dell’aria nella canna diesso, e che per istabilirla conviene ri-scaldare quanto occorre l’aria in questacanna del cammino e lasciare affluirenella stanza dall’esterno tanta aria chebasti a sostituirsi continuamente a quellache viene trascinata via pel cammino.Solitamente si dà l’aria alle stanze ove icammini hanno il difetto del fumo a-prendo le porte o le invetriate. Questometodo però introduce troppa aria adun tratto, e vi forma correnti rapide edirregolari, le quali si oppongono spessoall’effetto che si vuole produrre ; quindigiova meglio stabilire ad ogni finestradell’ officina uno sportello che si apraal di dentro ed alla parte superiore.L’ aria esterna che entra nell’ officina,passando per questi sportelli si mesceallora all’ aria più calda che trovasisempre nell’ alto, e si riscalda senza raf-freddare di soverchio la temperaturadella parte più bassa deirofficina. Allorasi può tener chiusa la porla senza nuo-cere alla corrente del cammino o alla sa-lute degli operai. Presesi queste primeprecauzioni per cangiare l’aria che lacorrente del cammino dee portare al difuori, non rimane più che costruire albasso di questo un piccolo fornello di ri-chiamo per riscaldare quando si vuole epiù o meno la colonna di aria che tro-vasi nel cammino. In tal guisa diviene