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Tomo XXI. [Supplimento.]
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Ebanista

sandro impiallacciasi sopra pioppo ner-voso, ed anche sul castagno, il quale nonsi sbieca, legasi bene coi piallacci c nonè soggetto a farli sollevare.

Utensìli , vernici. Gli utensili dell’eba-nista sono quei medesimi del legnaiuolo,se non che sono lavorati più accurata-mente. Per evitare quindi le ripetizionirimanderemo all’articolo legnaiuolo eda quelli particolari di ciascun utensile,tanto per la descrizione di questi, quantopel modo di adoperarli ; circa agli uten-sili che sono speciali dell’ ebanista, sic-come questi non servono che alla impial-lacciatura, così rimettiamo di parlarnea quella parola, ove pure daremo quelleindicazioni che trovassimo opportuno diaggiungere a quanto dicemmo intorno aquesta operazione all’ articolo ebanistadel Dizionario. Alla parola vernici sitroveranno accennate le operazioni pre-paratorie che devono precedere fe ap-plicazioni di esse, varie ricette di ver-nici, le principali qualità loro ed il mododi applicarle. Sarebbe stato nostro desi-derio altresì fare alcun cenno sul nuovoramo d’industria relativo alla fabbrica-zione di piccole mobiglie di legno bian-co dipinto o semplicemente verniciato.Ma questa fabbricazione non fa parte as-solutamente della professione dell’ eba-nista e troverà meglio il suo posto al-1’ articolo scatolaio.

Altro dunque più non ci re9ta se nonche mantenere la data promessa, vale adire, mostrare al lettore in qual guisaavvenga che un mobile di legno indige-no costi più caro di uno simile di mao-gani, e come sia tanto difficile il trovareque’ legni che crescono fra noi, mentreinvece nulla vi ha di più facile quantoil provvedere il maogani, il palissandrood altro legno venuto da lontani paesi.

Nella rivista che abbiamo fatta dei le-gni indigeni che si segano in piallacci, si

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sarà osservato non aver noi fatto giam-mai verun cenno sul prezzo di essi ; ilmotivo di questa omissione si fu l’incer-tezza in cui si è quando acquistansi que-sti materiali, fissandosi il prezzo di essisecondo il capriccio del mercante, se-condo che il legno è più o meno ricco eche abbonda in commercio. Fra tuttiquesti legni, due o tre soltanto trovansisegali in piallacci e sono: il nocchio difrassino, il noce, é più di raro i nocchiid’alno e di acero: in ogni caso anchequesti legni segati sono in si poca quan-tità che di raro si trovano piallacci adat-tati al lavoro che si vuol fare.

Ecco quindi quello che accade quan-do un fabbricatore vuol fare un mobiledi legno indigeno. Gli è dnopo recarsiegli stesso presso i mercanti che nego-ziano di questa specie di legni ; se nontrova piallacci, locchè frequentementegli accade, gli è necessario comperaredei panconi nell’ incertezza se la vena-tura continui su tutta la grossezza di es-si; conviene che li mandi a segare, ope-razione che gli costerà più cara perquesti legni duri e di tessitura irregolare,di quello che per pezzi regolari di mao-gani. Comprerà inoltre questi panconi apiù alto prezzo che il maogani comune,imperocché anche il mercante per averequesto ultimo basta che vada una o duevolte all’anno a fare le sue provvigio-ni ad un porto di mare, quando in-vece per provedersi di bei legni indigeniè duopo che aspetti le occasioni op-portune, oppure che intraprenda fre-quenti viaggi in varie direzioni senzascopo determinato e coll’azzardo di nontrovare nulla che gli convenga, o fi-nalmente che comperi questi legni dasensali che abbiano fatto dei viaggi perdi lui conto, e che quindi li paghi rela-tivamente a questa circostanza. Dall’altraparte avviene sovente che il proprietà-