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Il modo di trattare i letami, la pre-parazione dei concimi concreti o liquidi;la moltiplicazione dei bestiami bovini, ele cure die esigono come animali da ti-ro i; il loro ingrasso quando mantengonsiper questo oggetto; i prodotti che sipossono ritrarne per quanto alla cascinaed alla formazione del cacio, esigono al-cune notizie che possono vedersi a quelleparole. Lo stesso dee dirsi dei bestiamiminuti, dei maiali e dei cavalli. Non con-siderando questi ultimi che per quantospetta all'applicazione della loro forza al-l’aratro ed ai lavori dell’agricoltura, con-viene ricordarsi esservi alcune razze checonsumano meno cibo di alcune altre,senza per questo essere menomamenteinferiori a quelle uè in forza, nè in ve-locità. Per quanta economia però sipossa fare nel loro nutrimento, è cosatanto facile che per qualche sfavorevoleaccidente cresca il prezzo dei foraggi,clic non deesi tenere che il numerodi cavalli da tiro assolutamente indispen-sabile. L’ economia generale del bestia-me impiegato nell’impresa, consiste prin-cipalmente nella scelta delle razze, nel-1’ ordine e nella scelta del nutrimento,nella giudiziosa applicazione della forzadegli animali alle operazioni agrarie, nelpiano da seguirsi nell’ingrasso degli ani-mali, quando torna a conto, nella cono-scenza o nella ricerca di tutte le circo-stanze interne od esterne che possonoinfluire sulla economia generale della in-trapresa favorevolmente od a scapito deidiversi vantaggi che il coltivatore prefig-gesi di ottenerne, sotto i varii aspetti, eche entrano in proporzioni di qualcheentità nei profitti che sono da ultimòlo scopo cui mirasi e la meritata ricom-pensa delle proprie fatiche. I
(SouLANGE BODIN.)
EDERA ( Kedera helix). L’ ederadee considerarsi in quest’opera sotto due
EnnitA
aspetti diversi, vale a dire, pei (latiniche reca e per le utili applicazioni chese ne fecero alla agricoltura o alle arti.
Credesi comunemente che 1’ ederasmunga gli alberi sui quali si arrampica,il che però è un errore, non nutrendosiessa a loro carico, ma traendo il succhiodal suolo ; nuoce tuttavia grandementealle piante mantenendo colla ombra ecoll’ ingombro de’ suoi serpeggianti ra-moscelli la umidità alla superficie dellacorteccia; dando asilo agli insetti che visi nascondono e vi depongono le lorouova ; cingendo strettamente gli alberie contribuendo col mezzo de’ suoi ca-pinoli che introduce nelle screpolaturedella corteccia ad accrescerne il numeroe ad ingrandirle. E' cosa facile il distrug-gere 1’ edera strappandone le radici albasso dell’albero e impedendole in taleguisa di crescere.
Le applicazioni dell' edera sono assailimitale. Talvolta perde il suo appoggioe diventa un piccolo arboscello, che ghi-gne talvolta fino a mezzo piede di diame-tro. Le sue foglie sono molto amate dal-le pecore, e tanto queste quanto le frut-ta, ed anco le radici hanno degli usi inmedicina pei quali possono in qualcheraro caso divenire un oggetto d’interes-se. Il suo legno è tenero e poroso e puòin alcuni casi sostituirsi al sovero. Anti-camente se ne facevano tazze, alle qualiattribuivansi le virtù d’impedire l’ebbrez-za e l’azione dei veleni. Varii fisici an-tichi parlano della proprietà di questelazze di separare il vino misto all’ acquache vi si pone lasciando trapelare sol-tanto quest’ ultima. In oggi non si ado-pera questo legno che per farne quelleassicelle sulle quali sterrdesi poi un com-posto di smeriglio od altro e che servonoper affilahe i coltelli o tolibe i metalli,al qual uopo usansi di preferenza le radi-ci. Nei paesi caldi produce una gomma