Emina
parie. I Francesi chiamano questa piu-ma edredon , parola derivata, probabil-mente da una corruzione delle due vociinglesi eider-duck che significano oca acaluggine.
(Richard Phillips—Lenormand .)
EIDOMETRO. Nome datosi ad unostrumento imaginato da Keatinge neli 827 per misurare le distanze e le al-tezze inaccessibili, le quali si leggooo so-pra una scala. E analogo a quello che ab-biamo descritto per cubare gli alberi (V.quella parola), e fig. io della Tav. Vdelle Arti del calcolo.
(Maiocchi.)
ELAGUIR. Perossido di ferro otte-nuto colla calcinazione del protosolfatoa rosso.
(Dii. delle scienze mediche.)
ELAINA. Questa sostanza che è unodei ^componenti dei corpi grassi non èper le arti che un prodotto indiretto, va-le a dire, che non si opera mai a bellaposta per ottenerla, ma soltanto per se-pararla della stearina a fine di togliereai grassi le cattive loro qualità. Coi me-todi oggi adottati non si ottiene quasimai la eiaina in istato naturale, ma sol-tanto ridotta acida, nel qual caso pren-de il nome di acido oleico. Non Stare-mo qui a ripetere quanto si troverà aquell'articolo ed agli altri acido stearico,corpi grassi e stearina del Dizionario edel Suppliinento, nonché a quello can-dela stearica , ai quali lutti rimandiamo.Abbiamo veduto nel Dizionario due ma-niere di separare Fellóna, ma è facile dicomprendere non potersi alcuna di esseadottare dall’ industria non presentandoquella facilità e quell’economia, che nel-le operazioni di questa richiedousi. Nonsarà quindi inutile 1' accennare che laeiaina onde inzuppassi la carta bibula nelmodo ivi accennalo, può estraisi anchesema bisogno dell’alcoole facendo bolli-
Elaiometiio 2 1 r
ra. la carta nell’ acqua, nel qutj caso illiquido oleoso viene a galla e la cartacade al fondo.
Le proprietà dell’elaina variano gran-demente secondo le grascie dalle qualisi tragge -, la sua densità non è mai lastessa, e si è riconosciuto che quella trat-ta dalla grascia d’oca è la più pesante, equella tolta dal grasso dell’uomo o delbue la più leggera. Gli usi della eiainanon differiscono gran fatto da quelli de-gli olii di qualità inferiore, servendo alpari di essi alla preparazione dei sa-poni grossolani, al lavoro delle pelli ed asimili usi.
Eaton crede aver osservato che lamaggiore dimezza che ha il sevo dei buoiammazzati la state dipenda dalla circo-stanza che traspirando allora quegli ani-mali maggiormente, la proporzione del-1’ elaitìa scemi nella grascia di essi : nonsappiamo se questa ipotesi sia stala po-scia esaminata da altri e con quale effet-to. Se potremo procacciarsi qualche ul-teriore notizia la daremo all’articolo sevo.
(G.**M.)
ELAIOMETRO. Voce formata dalledue parole greche ihaiov che significaolio , pirpev misura , per indicare unostrumento imaginato nel 1812 da Du-quesne che è un areometro destinalo adindicare la densità degli obi.
Componesi questo di una piccola sfe-ra vuota di ottone molto sottile chetiene al di sopra un’ asta di ottonegraduata, e per zavorra una scatolet-ta di ottone, la quale contiene unacerta quantità di piccoli dischi metalliciche fanno 1 ’ offizio di pesi. Dopo avercaricato 1’ elaiometro quanto occorreva,perchè si mantenesse diritto ed in equi-librio in un olio qualunque, preparò ilDuquesne con la maggior diligenza degliolii puri di lino, di colza, di canapucciae di garofano, acciocché gli servissero di