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Tomo XXI. [Supplimento.]
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Eletthicità

d’oro o d’argento e si fa passare attra-verso di essa una forte scarica, il metal-lo sparisce con una luce brillante e l’im-peto con cui le particelle vengono cac-ciate contro la carta vi produce unamacchia permanente di colore porpori-no o bigio cenerognolo. Franklin conob-be che ponendo la foglia metallica tradue quadri di vetro stabilmente attaccatiinsieme, lo scoppio, quando il vetro re-sista alla scossa, lascierai una macchiaindelebile per effetto di alcune particellemetalliche cacciate a forza in mezzo allasostanza del vetro, in guisa da riuscireinaccessibili all'azione dei chimici dissol-venti applicati alla superficie. Qualchevolta egli trovò che questa macchiametallica occupava uno spazio maggio-re di quello che era coperto dal metal-lo. I colori prodotti dallo scoppio elet-trico dei metalli vennero applicati astampare lettere od ornamenti sulla setao sulla carta. Singer insegna a tal fineche si segnino prima i contorni della fi-gura che si vuol fare sopra carta grossada disegno, intagliando poscia questa aquella guisa che si accostuma pegli stam-pi. Ponesi quindi questa carta cosi inta-gliata sopra la carta o la seta su cui vuolfarsi il disegno, quindi vi si inette soprauna foglia d’ oro che poi si copre con unaltro foglio di caria; compìime-u poscia iltutto con un peso, e si fa passare la sca-rica di una batteria attraverso la fogliad’oro. La macchia non può farsi cheladdove sono i trafori dello stampo, eilin questa maniera può ottenersi una im-pronta durevolissima dei contorni di unfiore o di qualsiasi altra figura.

Il calore svolto dall’elettricità produ-ce effetti maggiori quanto più grande èla resistenza che oppnncsi al suo pas-saggio. Quanto minore è la forza con-duttrice del metallo maggiore si è la pro-porzione di esso che può essere arro-

Sùfi/jl . Dii. Tecn. I } II.

Elettricità a53

ventata o distrutta dalla stessa scarica.Una spranga di legno alquanto grossache faccia parte del circuito prova unsensibile innalzamento di temperaturamediante scariche molto piccole. Yariicorpi combustibili possono venire in-fiammati dall’elettricità, specialmente sequesta vi si scarica contro in forma discintilla ottenuta mediante l'interruzionedel circuito e l’interposizione di unostrato di aria. In questa maniera si pos-sono accendere l’alcoole, l’etere, la can-fora, la resina polverizzala e la polvere dicannone. Si può anche ottenere l’aocen-dimento dell’ olio di trementina quandosia in istato molto diviso sopra piccolipezzi di fili d’ottone. Se l’acquavite nonè molto rettificata è duopo riscaldarladapprima alquanto, la quale precauzio-ne deesi prendere eziandio pegli altrifluidi come l’olio e la pece, ma non oc-corre per 1’ etere il quale si accende diordinario con grande facilità. D’altraparte è da osservarsi che la temperaturadel corpo che trasmette le sc intille nonsembra che influisca sensibilmente sulcalore che queste producono, così chele scintille date da un pezzo di ghiacciosono ugualmente atte ad accendere icorpi che quelle ottenutesi da un pezzodi ferro rovente. Il potere riscaldantedella elettricità non trovossi parimenteper nulla diminuito dall’essersi questacondotta attraverso diversi miscugli ('ri-gonfici, i quali avevano rapidamente as-sorbito il calore dei corpi vicini.

Della luce elettrica. Siamo ancoraincerti donde provenga la luce del flui-do elettrico. Credono alcuni che questaluce sia una modificazione di esso fluidoche addensato divenga luminoso. Pensa-no altri che la luce stia congiunta a que-sto fluido per affinità, e mostrisi quandoil fluido si addensa, non altrimenle chedai gas addensati e dai corpi strofinati si3o