Epimieoi.ogia.
scienza la più importante a studiarsi perquelli che si danno ai vari! rami della colti-vazione delle terre, poiché serve loro piùche quella della nomenclatura e dellaorganizzazione di esse, [essendo a questaprincipalmente che 1’ al te ricorre pergiustificare e perfezionare maggiormentei suoi migliori metodi. I vegetabili sonoprimieramente soggetti all’influenza del-la luce, della elettricità e della tempera-tura, a grado che si giunse a vincere lenaturali loro abitudini, cangiando la ma-niera come sono illuminate. La più granforza dell’ odore e del sapore onde sonodotate le varie parti di esse devonsi al-l'azione del sole ; l'abbondanza dell’ariae della luce accresce la consistenza deiloro organi, donde ne venne 1’ uso dellespalliere e 1’ arte dell' impedir loro dicrescere tenendole all’ombra. Nei climitemperali le piante soffrono sempre mag-giormente pegli effetti di una temperatu-ra troppo bassa che per quelli di unatroppo elevata ; quindi i buoni coltiva-tori tengono conto di questa circostanzae sanno ritardare a proposito le loro se-mine. L’ effetto più grave dell’abbassa-mento della temperatura si è il gelo, lacui intensità cagiona tanti disastri. Con-siderando quindi le circostanze che l’ac-compagnano rendasi piu facile la natu-ralizzazione «Ielle piante. L’atmosfera in-fluisce forse assai meno sui vegetali perla sua chimica composizione di quelloche per le materie e le molecule cheporta seco, pei gas che contiene e spe-cialmente per l’acqua che tiene discioltain istalo e quantità variabili. Ma l'azioneimmediata dell’acqua propriamente det-ta sulle piante è assai più sensibile : ope-rasi in tre maniere diverse: i.° traspor-tando seco le diverse materie solubiliche formano gli elementi delle piante ;2 .° per le combinazioni che subisce neltessuto stesso del vegetale di cui diviene
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parte costituente; 5.° per la sua azioneumettante, ammolliente e dissolvente suicorpi che circondano i vegetabili non chesui loro organi stessi. Onesta azione ri-sulta energicamente dagli inalbameli li na-turali od ai tifiziali. l’osservazione dei [«ri-mi dei quali fondasi sullo studio dei pro-nastici meteorologici e la [n atica dei se-condi sulla conoscenza della qualità equantità delle acque e dei modi più oppor-tuni di farli giungere sui vegetali. Onestisoli metodi costituiscono un’ intera scien-za. La troppa abbondanza d’acqua [ieri»nuoce talvolta alla fertilità più che l’estre-mo secco e di qua ne viene l'ai te de’iustc-casiem'i. Il suolo influisce sulla vegeta-zione sotto molti aspètti allatto diversi,coinè per la maggiore o minore sua in-clinazione e stabilità, all’ eccesso dellequali l’uomo rimedia con interramenti ;per le materie organiche che vi si trova-no mesciute, alla mancanza delle quali siripara coi concimi e cogli avvicendamentiche costituiscono la vera scienza del col-tivatore ; così che può dirsi che i mezzigenerali dell*industria agricola relativa-mente al suolo possono ridursi a «piatirò,classi, cioè : le arature, gli abbonimenti,le concimature e gli avvicendamenti. Infatto ne’ paesi veigrui basta arare la ter-sa per fertilizzarla : quando la fertilità sispossa si [«elisa a concimarla o ad ab-bonirla. Finalmente l’arte «logli avvicen-damenti nasce daH’ohbligo e «lai deside-rio di trarre costantemente ogni announ certo prodotto dallo stesso spazio diterra.
Vi sono alcune influenze prodotte suivegetali «la cagioni semplicemente mec-caniche che non sempre suno acciden-tali soltanto, ma che possono am be ri-sultare dalle operazioni dell’ai te, comedalla tosatura. L' induenza «li molli ani-mali non è «li minore interesse pel col-tivatore, .poiché più della metà di essi