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Tomo XXI. [Supplimento.]
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Eriometro

dovi pure nella razza dei incrinali issaiminore differenza di finezza ira le varieparti d'uno stesso vello.

E probabile che si potrebbe forse tro-vare una data parte del vello la qualedesse la finezza media del rimanente, edYoung crede che si avrebbe presso a po-co questa finezza, prendendo la lana suldosso vicino all’arnione, ed osservando ildiametro delle fibre verso la metà di lo-ro lunghezza.

Impiegando la luce del sole inveceche quella di una lampana, e ponendo ilcircolo di fori alla estremità di un can-nocchiale, si ha piuttosto un offuscamen-to che nitidezza nei colori; Young pro-vò, ma senza fruito, a far uso di vetricolorati o di varie sorta di luce.

F. Malepeyre pensò che con un micro-scopio composto, mediante una data dis-posizione, si giungerebbe a misurare lafinezza delle lane con una esattezza suffi-ciente per tutti quei tentativi di miglio-ramento ai quali volesse darsi un pro-prietario o per valutare il prezzo rispet-tivo di varie specie di lane, e chieste avendo alcune dilucidazioni su tale pro-posito a Carlo Chevalier, giovine costrut-tore di stromenli d 1 ottica e di fisica diParigi molto bene istruito, gli suggerìquesto varie maniere di valersi di questostrumento che soddisfanno perfettamenteallo scopo. Un primo mezzo è molto esat-to, ma abbisogna di un microscopio oriz-zontale e di una camera chiara , ed essen-do quindi alquanto complicato e richie-dendo particolari diligenze ed alcuni cal-coli, non ci parve di un uso abbastanzasemplice per essere qui descritto. Dare-mo invece piuttosto la descrizione di unaltro mezzo il quale può usarsi anchecon qualunque microscopio comune.

ABCD ( fig. i della Tav. VII delleArti fisiche) è il corpo o tubo d’un mi-croscopio composto, guernilo delle sue

Sappi. Jìi% Teca T. VII

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lenti ; CD è l’obbieltivo, ed E,F sono lelenti che compongono P oculare doppiodel microscopio. II è una vite assai fina ilcui passo si catiusce molto esattamente,e la cui estremità dell’asta P termina inpunta assai fina. I è la capocchia dellavite, che forma una mostra divisa in partiuguali, come per esempio, in 100 parli.P è la punta finissima della vite postanel fuoco dell’oculare E al quale appli-casi 1 ’ occhio. L’oggetto L posto dinanziall’obhietlivo CD, nel caso di cui si trat-ta, è un filo di lana del quale non vedesiche la sezione trasversale; G è l’imaginedi questo oggetto ingrandito quale ap-parisce nell’oculare.

Si vede che tutte le disposizioni sonosimili a quelle di un microscopio comu-ne, tranne la vite II posta di fianco altubo dell’oculare e che penetra all’in-terno. Nulla vi ha di più facile che mi-surare un filo di lana assoggettato a que-sto microscopio. Invero se ponesi a con-tatto la punta P della vite II con 1 ’ orlodell’ imagine G prodotta dall’obbiettivoCI), nell’interno del doppio oculare E,F,poscia girasi la vite in maniera che la suacima appuntita P attraversi interamentequesta imagine, tenendo conto del nu-mero dei giri e delle frazioni di giro chesi avranno fatto fare alla vite per obbli-garla a percorrere il diametro dell’ ima-gine, conoscendosi esattamente le distan-ze dei pani di questa vite o la altezzadel passo di essa, è cosa evidente cheriesce assai facile determinare la grossez-za dell’oggetto; poiché se il passo dellavile è di yjj di millimetro e la sua ca-pocchia è divisa in ioo parti è chiaroche ad ogni giro intero si conterà dimillimetro, e ad ogni divisione della mo-stra '//joo di millimetro, avendosi cosi unmezzo molto facile ed esatto di conosce-re il diametro o la finezza delle lane.Una lana quindi per la quale si avesse

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