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Tomo XXI. [Supplimento.]
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ginngano nel collo acciocché questo nonsi offuschi. Soffregando contro le paretiinterne il piumbo le oopre di un colorgiallo che dopo tre ore di agitazione mu-tasi in grigio. Non però occorre conti-nuare il movimento senza interruzioneper queste tre ore, ma è duopo chiude-re il turacciolo sì esattamente che tengacon esattezza per tutto quel tempo.Quando si è ottenuta la tinta grigia si ècerti che tutto l'ossigeno venne assorbito,poiché la si deve al miscuglio del piom-bo metallico assai tenue, levato dall’ at-trito e che mescendosi all’ ossido giallone muta il colore. Questo assorbimentodell’ ossigeno, mediante il piombo, ha ilvantaggio di non introdurre verun gasdiverso da quello che si dee esami-nare, come accostumasi fare in tutti glieudiometri adoperati finora. Quando1’ operazione è Gnita si luffa la boc-ca del matraccio nella vasca, e se ne a-pre il turacciolo, lasciandovi entrare l’a-cqua, la quantità della quale è pari alvolume del gas assorbito, e può quindiconoscersi col peso in qual proporzionestia a tutta la massa. La memoria diSaussure che contiene lutti i particolaridi questo modo di analizzare i gas puòvedersi nella Biblioteca Universale diGinevra dell’aprile i836.

Dappoiché seppesi essere L’acqua uncomposto di ossigeno e idrogeno, e potersiottenere quel liquido dalla combustionedel secondo di questi gas a contatto colprimo era ben naturale che si dovessepensare poter 1 ’ uno di questi gas valerea dimostrare la presenza dell’altro, sic-ché aggitignendo dell’idrogeno in ecces-so in quantità conosciuta ad un miscu-glio di gas che contenga dell’ ossigeno,poi in qualsiasi modo producendo 1 ’ ac-oendimento avverrà che l’ossigeno com-hinerassi all' idrogeno formando dell’ a-equa, e la diminuzione del volume indi-

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cherà.quanta si fossa la sua quantità, de-ducendo la proporzione conosciuta del-l’idrogeno.

Alrbiamo veduto nel Dizionario inqual guisa si operi coll'eudiometro a gasidrogeno, e dicemmo piur anco doversifar in modo che l’idrogeno sia semprein eccesso ; qui aggiugneremo che vi haperò un certo limite da non oltrepassarsi,poiché, per esempio, se la proporzionedell’idrogeno stesse a quella dell’ossi-geno come 8 o 9 a i, non si farebbe piùl’accendimento. E qui da notarsi altresì,che, siccome il calore prodotto dalla de-tonazione dilata notabilmente il volumedei gas, così è duopo non riempire l’ap-parato che per una piccola parte, a finedi non essere indotti in errore dall’usci-ta d una porzione del gas. E chiaro po-tersi applicare varii altri mezzi per l’ac-cendimenlo dei gas nell’eudiometro, frai quali però la scintilla elettrica è unodei più semplici. Non sarà tuttavia inu-tile il sapere che Murray propose di n-sare a tal uopo il potassio, introducendonell'eudiometro un sottile strato d’acquasopra il mercurio, e poscia con una pin-zetta di ferro un piccolo frammento dipotassio che accendendosi al toccare del-l'acqua produce la detonazione.

Un mezzo però semplice quanto lascintilla elettrica e più per accendere igas nell’eudiometro si è quello col plati-no spugnoso, il quale ha di più il van-taggio di non produrre una combustioneviolenta che custrigne ad operare su pic-cole quantità, ed esige così negli espe-rimenti una maggiore esattezza. Dob-biamo questa applicazione a Doberei-ner. Egli concepì l'idea ingegnosa d’im-pastare la spugna di platino in polverecoll’ argilla, farne una pasta e ridurla inpallottoline che si fanno arroventare do-po la loro diseccazione. Quandosi lascia-no queste pallottoline sopra il mercurio,