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il vapora si precipita nel vuoto è quasi|incommensurabile, ed il calcolo le da il.valore di 3 85 metri per secondo, essen-|do la densità del vapore l /,- /00 di quellodell’ acqua, e la sua pressione quella diuna colonna d’acqua di io, do metri;eguale a questa velocità dee altresì ri-guardarsi quella, con cui il vapore sicondensa per l’opera assorbènte dell’a-cido, non diversamente di ciò che av-viene nelle macchine a vapore per 1’ a-zione istantanea del condensatore. Par-tendo da questi dati, supposta la super-ficie «lei fluido evaporante nel vuoto diun decimetro quadrato, ed eguale a que-sta quella dell’acido assorbe»te, essendola temperatura costante di I2°,5, calco-la il Desormes che si abbiano a produr-re e condensare in un minuto secondo35 g ramine di vapore, ossia 5,85o me-tri cullici che alla pressione di 7,58 mi-li metri pesano 35 granirne ; e quindigranirne i 200 di vapore per un minutoprimo. Ma è da notarsi primieramenteche è falsa la supposizione che l’assorbi-mento del vapore sia tanto rapido quan-to la sua formazione nello spazio libero,e che la comparazione perciò dell’azionedell’ acido con quella del condensatoredelle macchine a vapore non può in al-cun modo sussistere . L’ assorbimentonon è pressoché istantaneo, come si sup-pone, ma lento ; 1’ esperienza lo dimo-stra manifestamente , facendosi conti-nuamente maggiore la pressione nellamacchina pneumatica per la tensione diuna porzione di vapore, ogni volta chesi cessa di far agire le trombe della mac-china medesima Quindi quand’ anchenel primo secondo si formassero 35granarne di vapore, non se ne formereb-bero più 35 nel secondo successivo, e cosimolto minore di 2100 granarne sarebbeil peso del vapore formato in un minutoprimo. Inoltre diventando maggiore la
Evapoiuzionb
•esulila porzione di vapore, che non èa quantità assorbita dall'acido, maggiorediventa altresì la pressione del vaporemedesimo ; e questa putrà essere nel se-guito dell’ operazione in tale propor-zione colla temperatura del fluido eva-porante, la quale invece continuamentesi diminuisce, da cangiare la rapida equasi istantanea formazione del vaporein lenta, ossia la vaporizzazione in eva-porazione ; nel qual caso non più si veri-ficherebbe neppure la prima fattasi sup-posizione nel calcolo superiormente in-dicato. Finalmente si suppone costantela temperatura, cioè di I2°,5, ma que-sta costanza non può aversi che nellatemperatura dell’ambiente, giacché l’a-cqua che in parte si trasforma in vaporenon larda a raffreddarsi; la quantità per-ciò di vapore diverrà successivamenteminore in tempi eguali. Che se a questeragioni, che sembranci comprovare, l’e-sagerazione di quel calcolo, si aggiunge-rà che nella pratica del metodo di Le-sile il vuoto sarà ancora più imperfettodi quello che si ottiene colla macchinapneumatica, e che il vapore non saràdella densità di '/, 70 o di quell’acqua : siscorgerà manifestamente, che, fatta benanche astrazione dalle altre cagioni, perle quali minore sarà la quantità di ghiac-cio che si otterrà coll’ esperimento diquella che calcola la teoria, molto mi-nore sarà la quantità di vapore che siformerà in un dato tempo, e quindi mi-nore la quantità d’acqua che si congele-rà, e si comprenderà facilmente perchènon siasi diffusa la applicazione in gran-de del metodo di Leslie per fabbricare ilghiaccio.
L’ acido solforico non è però la solasostanza che possa adoperarsi per man-tenere il vuoto assorbendo il vapore eraffreddare l’acqua. La tavola seguenteindica il grado di freddo ottenutosi in