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Tomo XXIII. [Supplimento.]
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Fiorista

bieco li renile aucora presenti al sottileodorato e ci fa respirare i profumi ileigelsomino, dell arancio, del giglio, dellarosa e del timo. I petali, die egli, chiusiin una prigione di rame o di bronzo, elentamente consumati da un fuoco con-tinuo, esalano i vapori, ed i loro spiritiusciti da quella ardente prigione forma-no un liquore sottile, che a goccia a goc-cia distilla dalla volta di bronzo, e pro-ducono ruscelli odorosi, dei quali unagoccia serve a rianimare in noi i sensiaffievoliti (f r . DlSTIJ.I.AZIOtTE ).

Nelle grandi città però labbellimentodelle feste e la vendita dei fiori tagliatie ridotti in eleganti mazzetti è quellache procura il maggior guadagno ai fio-risti. La composizione di questi mazzetti,delle ghirlande, delle corone formavapresso gli antichi quasi unarte apposita'.

L imaginazione, sempre occupata deimezzi di collegare il morale col fisico, hadato alla maggior parte defiori un at-tributo particolare, che loro serve di em-blema ; di si trasse quello che alcunidissero simbolo dei fiori. Antico era que-sto studio in Italia , e sino dal secolo XVIFulvio Morato, mantovano, della famigliadella celebre Olimpia, pubblicato avevaun trattato,barbaramente intitolato: Deicolori e dei mazzoli !, cioè del linguaggioche tenevasi per mezzo dei colori, edelle composizioni o degli assortimentide mazzetti di fiori. Formossi in quelmodo un linguaggio emblematico con i co-lori e con i fiori, che già conosciuto eranei tempi dellantica cavalleria. Forse,secondo alcuni, portato si era quel costu-me e quel linguaggio dallOriente con laprima Crociata . Si osserva di fatti nellegiostre e netornei una ingegnosa diver-sità nelle insegne.e nei colori, che sino ilaquel tempo distinguevano gli scudi. Unamante disperato presentavasi nella lizzaCol gonfalone o il vessillo, e la ciarpa

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misti di color rosso e di violetto, cheannunziavano il turbamento del su»cuore. Se dopo la vittoria però la donnache occupava i suoi pensieri decidevasia porre un termine asuoi tormenti,compariva il seguente col color verdedella spinalba, unito con nastri color dicarne, che significavano la speranza inamore.

Il giustacuore di maglia tinto di un co-lor grigio rossiccio, indicava un cavaliereche la gloria delle armi o 1 amore dellagloria allontanavano da più molli com-battimenti. Il color giallo unito al verdeeil al violetto, annunziavano, che il ca-valiere aveva ottenuto pietà dallamata, equei colori non dovevano perciò mai in-contrarsi nell armatura del guerrieromodesto e pudico.

I fiori, le piante e gli alberi stessi nonerano meno eloquenti in quel linguaggiosimbolico; e la composizione di un maz-zetto di fiori, lungi dal riguardarsi comecosa indifferente, richiedeva allincon-tro molta intelligenza e molto studio.Ciascun fiore aveva un emblema parti-colare. Un cavaliere che partiva per unalontana spedizione , aveva il cappellocontornato di grandi viole di Mahon edi fiori di ciliegio ; con questi sembravaegli dire alla sua bella : sovvenitevi dime. Scrivono alcuni che il myosolis scor-pioide» di Linneo valeva presso alcunenazioni la stessa frase.

Se un cavaliere fatto aveva scelta diun amica, e le aveva chiesto lonore diservirla, quella giovine beltà reputataera connivente se si mostrava ornatadi una corona di margherite bianche, ilche però significava che vi riflettereb-be . Se voleva realmente render feli-ce I amante cignevasi la fronte di unacorona di rose bianche, te quali sembra-vano dirgli: vi amo; se allopposto isuoi voti erano rigettati, si intesseva una