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Tomo XXVIII. [Supplimento.]
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11 Improprio

lavasi alIre volle pei grandi oggetti stam-pi di rame e per lo più cori cattivo suc-cesso. Ora pegli oggetti di o m , 3 o od an-che più non adopera die il gesso, o inmancanza di quello la cera o lo zolfo, esu quelle impronte prepara i suoi pun-zoni col gesso senz 1 altra briga che stac-ciarlo e stemperarlo neli’ acqua. Occor-re molta diligenza ed abitudine per beD regolare i fornelli e conoscere il gradodel colpo di fuoco, 1’ effetto della sua in-tensità sul cristallo, per giudicare del gra-do di ammollimento del vetro o delle pa-ste, Io stato di fusione, finalmente il mo-mento più oportuno per togliere il mate-riale dalla muffola e passarlo sotto allamacchina da coniare, tenuta alta soloquanto occorre perchè lo stampo vi pos-sa passare prontamente, non dovendo lacompressione, l’allentamento del torchioed il toglimento durare in tutto più di unsecondo. All’uscire dalla macchina il pez-zo coniato ponesi immediatamente nellamuffola d’ un fornello riscaldato lutandocon argilla. Lasciasi in tal guisa 8 a iogiorni per ricuocere i pezzi, i quali nonsi levano che quandosonoadatto raffred-dati acciò non si spezzino . In tal guisacopiansi i bassi rilievi più complicati, lepietre cave o rilevate, senza pericolo per1’ originale polendosene avere molte si-mili copie. Wieland formossi in tal guisaricchissima collezione d’ impronte checontiene più di 8,ooo oggetti, ed un ro-sacelo gotico di 184 pezzi che rappre-senta la Madonna della seggiola.

Dee [iure 1 iferirsi all’ improntameloil lavoro delle bocce ed altri vasi di ve-tro (Y. questa parola) con ornamenti ri-levali, isciizioni od altro, ottenuti entrostampi con un forte soffio, mentre la pa-sta è ancor molle.

( IIoLI.l’NDER - GaETAKO Z\PPA-

RF.I.LI - G**M.)

IMPROPRIO. I matematici dislin-

ImI’U STIVERÀ

guono con questo aggiunto quelle frazio-ni il numeratore delle quali è uguale omaggiore del denominatore.

(Alberti.)

IMPRUARSI. Dicesi di quei basti-menti che navigando s’immergono moltocon la prua.

(Stratico.)

IMPRUNARE. Metter pruni soprachecché sia, e più particolarmente serra-re o turare i passi con pruni (V. Siepe ).

(Alberti.)

IMPUGNARE il falcone. Vale pressoi cacciatori metterlo sul pugno.

(Alberti.)

IMPULSIONE,IMPULSO. Y. Moto,

Urto.

IMPUNTARE. Dare di punta in chec-ché sia.

(Alberti.)

Impestare. Si dice anche nel senso difar punta, o come una punta nel luogodove due cose unite s'incontrano.

(Alberti.)

Impestare. I cacciatori dicono dellastarna, quando essendo volata da un luo-go va a poggiarsi in un altro.

(Alberti.)

IMPUNTITURA,IMPUNTURA. Mo-do particolare di cucire con punti moltofitti, in modo che la cucitura stessa vengaa soprastare un poco alla superficie delpanna. Si fa per maggiore decenza nelleparti del vestito che sono più esposte allavista. L’Alberti dice l’impuntura essere lostesso che la costura bianca, ma non sem-bra che ciò sia vero, dappoiché la Cru-sca definisce la costura per una cuciturache fa costola. Inoltre è sempre cucitadi dentro e sta quasi sotto alla super-ficie del drappo, mentre invece l’impun-tura è cucita di fuori e sovrasta. Final-mente la costura richiede doppia cucitu-ra ed è meno fitta.

(Tommaseo )